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Cold CaseNewsDelitto Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la Procura di Roma apre un’inchiesta sul depistaggio

Delitto Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la Procura di Roma apre un’inchiesta sul depistaggio

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Era il 20 marzo del 1994 quando, nel pieno della guerra civile somala, vennero uccisi a Mogadiscio Ilaria Alpi, inviata del Tg3, e l’operatore Miran Hrovatin. Da quel giorno sono trascorsi 23 anni, ma resta ancora il mistero della loro morte

Dopo quasi mezzo secolo dall’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin la domanda è sempre la stessa: chi fu ad ucciderli? Già all’epoca è stato impossibile scoprire l’autore o gli autori del delitto, che fin da subito è stato depistato con sparizioni di prove, anomalie e tanto altro.

Per tutti questi anni, l’ipotesi più accreditata sull’omicidio dell’invitata e del suo operatore è stata sempre la stessa: i due sarebbero stati uccisi perchè stavano indagando su un traffico di rifiuti tossici e armi che li avrebbe resi pericolosi testimoni da eliminare.

Un altro movente secondario parlerebbe di un omicidio casuale. Ai giornalisti era stato detto di fare attenzione poichè si recavano in un luogo pericoloso, ma probabilmente i due non avrebbero ascoltato il consiglio.

Nel 2000 per il duplice omicidio finì in carcere Hashi Omar Hassan, tradito da Ahmed Ali Rage detto “Gelle”, che lo riconobbe come l’autista del commando dei killer di Ilaria Alip e Mirian. Hassan venne condannato a 26 anni di reclusione, ma dopo 16 anni Gelle dichiarò di aver raccontato il falso, facendo piombare nuovamente questo caso nel più profondo degli abissi.

Ma perchè Ahmed avrebbe dovuto raccontare il falso? “Gli italiani avevano fretta di chiudere il caso”, ha dichiarato e in cambio delle sua testimonianza quest’ultimo avrebbe ottenuto denaro e la promessa di poter lasciare la Somalia.

Per questo motivo Hassan lo scorso 19 ottobre è stato assolto: “Osserva la Corte come ci si trova di fronte a condotte che generano sconcerto: Gelle era un teste chiave. Era stato rintracciato in Somalia. Appositamente fatto venire in Italia. Era costantemente sotto controllo dopo che aveva reso dichiarazioni alla polizia e al pm, tanto che dall’ottobre al dicembre del 1997 gli erano state costantemente consegnate somme di denaro per le sue necessità di vita. E malgrado ciò, di punto in bianco, era scomparso, all’apparenza senza lasciare traccia, eludendo la sorveglianza e senza che risultino essere state fatte ricerche mirate per cercare di rintracciarlo”.

Le indagini bis sul delitto Alpi continuano e questa volta dovranno essere eseguiti ulteriori accertamenti su quelli che sono stati definiti veri e propri depistaggi.

Fonti: Repubblica.it e Pontilenews.it

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