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Delitti ItalianiDelitto Katia Dell’Omarino: il sangue sul martello sequestrato è suo. Chiuse le indagini?

Delitto Katia Dell’Omarino: il sangue sul martello sequestrato è suo. Chiuse le indagini?

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Piter Polverini è il killer di Katia Dell’Omarino? Le indagini sono vicine alla chiusura dopo i risultati del Dna.

katia-dellomarino_delittoIl caso di Katia Dell’Omarino si avvia verso le chiusura. Erano necessari altri giorni per le indagini sulla morte della donna perché si attendevano i risultati delle ultime analisi sull’arma del delitto e nell’automobile. L’esame si era rivelato molto più difficile del previsto perché gli oggetti erano stati esposti alle intemperie e le tracce biologiche erano compromesse. Per l’omicidio di Katia Dell’Omarino è stato arrestato Piter Polverini, sarebbe stato lui stesso a condurre gli inquirenti sul luogo in cui si è disfatto del martello con cui ha massacrato la vittima. Lo scorso 20 ottobre inoltre aveva dato il consenso al prelievo del campione di saliva consentire agli inquirenti di fare il nuovo test del Dna.

La svolta decisiva è arrivata con i nuovi risultati degli esami, ormai non ci sono più dubbi, il sangue sul martello è proprio quello di Katia Dell’Omarino. Ricordiamo che Polverini dallo scorso 16 settembre si trova in carcere con l’accusa di omicidio e le prove contro di lui sono schiaccianti. Nessun colpo di scena improvviso, e questo significa che il pm titolare dell’inchiesta potrebbe decidere di chiudere il fascicolo da un giorno all’altro con la richiesta di sottoporre l’assassino di Katia Dell’Omarino al giudizio con rito abbreviato. Seguendo questa strada Polverini potrebbe usufruire delle sconto di 1/3 della pena prevista in caso di condanna. Nella prossima settimana i difensori potrebbero chiedere anche che venga eseguita una perizia psichiatrica.

Katia Dell’Omarino è stata uccisa nella notte tra l’11 e il 12 luglio 2016, il movente secondo l’accusa sarebbe il mancato pagamento della prestazione sessuale che la 41enne di San Sepolcro avrebbe offerto Piter Polverini. Al termine della furiosa lite il 24enne avrebbe spaccato la testa della donna a martellate. Polverini e la vittima si erano incontrati al bar qualche ora prima del delitto, così come ha testimoniato il barista del paese, lo stesso avrebbe riferito agli inquirenti che Piter si recava spesso al bar mostrando particolare attenzione sul caso.

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