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Lidia Macchi

Delitto Lidia Macchi: la Procura ingaggia l’Esercito dopo trent’anni ripartono le ricerche del coltello

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L’omicidio di Lidia Macchi da trent’anni è senza un colpevole; la giovane studentessa varesina venne  strappata alla vita brutalmente nei boschi del Sass Pinì, a Cittiglio, nel 1987; Lidia rimase nelle mani del suo aguzzino per ore in una fredda notte di gennaio, e quell’aguzzino non ha ancora un volto certo, anche se un ex compagno di scuola della ragazza, tale Stefano Binda è stato di recente indicato come colpevole.

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Lidia Macchi

Lidia Macchi fu uccisa con 29 coltellate dopo aver subito una violenza sessuale, il suo corpo fu abbandonato sul ciglio di una stradina sterrata e coperto con un cartone, dopo essere stato rivestito in fretta e malamente, poco lontano l’auto della ragazza, una Panda di colore verde sporca di sangue all’interno, era la sera del 5 gennaio 1987, Lidia aveva solo vent’anni.  E’ passato molto tempo da quella notte tragica di violenza, ma la Giustizia non ha smesso di cercare l’assassino, di recente il  sostituto pg di Milano Carmen Manfredda, che coordina la Squadra Mobile per le indagini  riaperte dopo tanti anni,  ha preso contatti con l’Esercito per riorganizzare delle nuove ricerche in quel bosco dove forse giace da trent’anni il coltello che ha devastato il corpo di Lidia.

Tutta la zona boschiva della quale fa parte quell’angolo desolato dove Lidia Macchi fu gettata ormai cadavere ( le prime indagini rivelarono che fu uccisa altrove)  verrà battuta palmo a palmo dai militari con  geoscanner e metal detector, per rilevare l’eventuale presenza dell’arma da taglio sepolta nel terreno. Anche l’avvocato Daniele Pizzi, legale della famiglia Macchi ha presentato la richiesta perché le ricerche del coltello venissero riprese; inoltre il  sostituto pg Manfredda potrebbe avvalersi della collaborazione di alcuni esperti nelle ricerche. Trovare il coltello che l’assassino utilizzò con tanta ferocia per uccidere la sua vittima, potrebbe dare una svolta risolutiva al caso che da troppo tempo aspetta risposte e giustizia., per Lidia e per i suoi cari.

 

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