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NewsDelitto Loris Stival, la confessione di Veronica Panarello in un video: ‘Non merito di vivere’

Delitto Loris Stival, la confessione di Veronica Panarello in un video: ‘Non merito di vivere’

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Veronica Panarello si è macchiata del crimine più grave: uccidere il figlio. In un video inedito ha confessato agli inquirenti: «Quando l’ho gettato non credevo che ci fosse il vuoto perché non ho nemmeno guardato».

«Io non merito di vivere». Sono queste le parole pronunciate da Veronica Panarello quando con gli inquirenti è andata al canalone dove ha gettato il corpo del figlio Loris Stival. Il documento inedito è stato mandato in onda da Quarto Grado. Ormai non è più un mistero cosa è successo la mattina di sabato 29 novembre. Veronica dice che intorno alle 8 è uscita di casa con i due figli, ha lasciato Loris a scuola e il piccolo alla ludoteca. Le telecamere però inquadrano solo il bimbo di 4 anni che sale, il più grande litiga con la madre e poi torna verso casa. Nelle sue ricostruzioni Veronica Panarello si è contraddetta più volte dicendo che ha accompagnato Loris a 500 metri dalla scuola, poi la distanza si è accorciata, sino ad arrivare all’ingresso. Come dicevamo i filmati sono stati cruciali, intorno alle 8,49 la Panarello si è fermata in panetteria e poi è tornata a casa, rimanendo almeno mezz’ora.

Alle 9,19-9,20 Veronica è uscita di nuovo diretta al Castello di Donnafugata per un corso di cucina, ed è qui che gli investigatori capiscono che c’è qualcosa di strano perché la location indicata si raggiunge in 20 minuti al massimo ma la Panarello ha impiegato 15 minuti in più. In questo lasso di tempo ‘extra’ Veronica ha imboccato la strada poderale che porta al Mulino Vecchio, dove venne trovato il bambino di 8 anni. Nel video inedito la Panarello dice: «Volevo solo nasconderlo dietro al muretto, non volevo gettarlo giù». Quando gli investigatori le hanno chiesto «Perché l’hai fatto?» ha scosso la testa, nemmeno lei conosceva la risposta però confessa: «Ho buttato la cosa più cara che avevo. Fatemi dare l’ergastolo, glielo chiedo io al giudice, sono un mostro, non una persona». Veronica Panarello è stata condannata a 30 anni in primo grado, i giudici l’hanno descritta come una donna «egocentrica, bugiarda e manipolatrice».

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