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NewsDelitto Loris Stival, per Roberta Bruzzone: “E’ stata un’esecuzione”

Delitto Loris Stival, per Roberta Bruzzone: “E’ stata un’esecuzione”

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La criminologa Roberta Bruzzone ha risposto ad alcune domande sul caso Stival: “L’orco non è quasi mai un estraneo”

Roberta-BruzzoneLa notizia dell’arresto di Veronica Panarello per la morte del figlioletto Loris di appena 8 anni è stata un vero e proprio shock per tutta l’opinione pubblica, Roberta Bruzzone ha sempre espresso molte perplessità sul caso, definendolo un vero e proprio “inedito” e non ha nascosto di essere rimasta impressionata dalla ricostruzione dei fatti che gli inquirenti stanno facendo.

“Io già dalle prime trasmissioni, a Porta a Porta, ho fatto notare che qualcosa nella madre non mi convinceva. Credo che questo fermo sia l’esito di una ricostruzione ben precisa da parte degli inquirenti. Ci sono riscontri solidissimi che non credo lasceranno dubbi”.

La ricostruzione dell’evento, se fosse confermato, ha davvero dell’incredibile. Roberta Bruzzone risponde cosi alla domanda fattagli dalla redazione di Intelligo: “Guardi, sono molti anni che faccio questo lavoro e ne ho viste di tutti i colori. Devo dire però che la spietata lucidità e crudeltà come quella che avrebbe accompagnato questo omicidio, se saranno confermate le responsabilità della madre, è un inedito, almeno nella storia nazionale”.

L’intervista prosegue con la domanda su cosa ha colpito maggiormente, la risposta della criminologa è stata : “Non solo le modalità d’esecuzione del delitto, ma anche il tentativo di depistaggio: a Loris sono state tolte le mutandine per simulare un delitto a sfondo sessuale. Gli è stato messo il grembiule per avallare la tesi che fosse stato rapito davanti a scuola. È stato portato nel canneto e abbandonato lì, come un oggetto”.

Questi elementi, dice l’intervistatrice di Intelligo News, porterebbero ad escludere il raptus omicida Roberta Bruzzone risponde cosi: “Certo, sono modalità che escludono qualsiasi discontrollo. È stata una esecuzione”.
Per quanto riguarda il background sul quale è maturato l’efferato omicidio, la criminologa dice: “Bisogna capire che tipo di vita faceva questo bambino insieme a questa donna. A cosa è stato sottoposto prima. Credo che abbiamo solo scalfito la punta dell’iceberg e forse il movente potrebbe essere ancor più agghiacciante del delitto stesso”.
L’orco non è quasi mai all’esterno ma spesso si cela proprio dentro le nostre famiglie: “chiunque ha molta più probabilità di morire di morte violenta per mano di una persona conosciuta, magari proprio un familiare, piuttosto che per mano di uno sconosciuto. L’orco non è quasi mai un estraneo”.

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