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Delitto Loris Stival: Veronica Panarello tentò il suicidio con una fascetta elettrica

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É un giallo quasi risolto quello del piccolo Loris. A distanza di una settimana, gli investigatori stanno ricomponendo pezzo per pezzo quel puzzle dai tasselli raccapriccianti e sconvolgenti

a cura di Immacolata Corso

Loris: mamma esce da Questura, affranta e sorretta da maritoIL SUICIDIO CON LE FASCETTE
Veronica Panerello avrebbe tentato il primo suicidio proprio con le stesse fascette  con cui – emerge dall’autopsia – é stato strangolato il bambino di 8 anni, al quale pare siano stati legati anche i polsi sul lato superiore per tenerlo fermo  con quelle maledette fascette. Lunedì Veronica Panarello avrebbe consegnato, prima che il medico legale ne riscontrasse le lesioni dovute alle stesse, alle maestre un mazzo di fasce da elettricista: forse per depistare le indagini ?.

Ma anche quelle mutandine blu trovate poco distanti dalla scuola, erano di Loris?. Anche questo appare un indizio da depistamento di indagini se si analizza la ricostruzione del fatto: Loris è stato trovato morto con il grembiule e senza slip e senza cinta, con i pantaloni leggermente calati.

Forse l’assassino voleva indurre gli inquirenti su un caso di pedofilia?.
Insomma,  c’è un profilo oscuro nella storia della famiglia Stival: quel lato psicologico di mamma Veronica dall’infanzia turbolenta , per i conflitti con la madre che non l’avrebbe mai accettata,  e da quella depressione post parto che la porta a tentare un secondo suicidio.

Un altro indizio: I 9 MINUTI DI VERONICA
Emerge che occorrano 3 minuti per giungere al Mulino Vecchio dal posto in cui é posizionata una telecamera, quella di una azienda privata, che ha inquadrato quell’auto in cui Loris non sarebbe mai salito. Ma perché la polo nera ne ha impiegato ben 9 di minuti?. Cosa ha fatto Veronica in 6 minuti?.
L’assassino ha agito da solo?.
Gli investigatori indagano, cercano quello zainetto blu ancora non ritrovato, nell’attesa che gli esami del DNA possano arrivare per una svolta e per fare giustizia. Ma alla morte di un bambino non v’é giustizia.

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