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Delitto Loris, Veronica Panarello: “Mi pento solo di aver tradito mio marito”

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Continua a gridare la sua innocenza e a confermare la relazione con il suocero. A parlare dal carcere è Veronica Panarello. La sua intervista è andata in onda durante “Mattino 5”

Veronica Panarello è stata condannata per l’omicidio del figlio Loris Stival, trovato senza vita il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina.

Vivo la condanna con immenso dolore ma sono sempre fiduciosa. Un giorno o l’altro sono certa… mi crederanno. E farò di tutto per dimostrarlo fuori e dentro da qui. Adesso e dopo la presentazione dell’appello è difficile, sto vivendo momenti di grande ansia”, ha dichiarato durante un’intervista andata in onda a “Mattino 5”.

Veronica è stata dipinta come una “lucida assassina”, una descrizione che, secondo lei, non le appartiene: “Non sono una lucida assassina nè una criminale. Cosi’ come è scritto nella sentenza. Mi ha dato molto dispiacere, non dico fastidio ma mi ha procurato dolore essere dipinta per quello che non sono. Ho detto la verità e non sono stata creduta”.

A far sollevare i dubbi su Veronica Panarello sarebbero state anche alcune bugie. Per il giudice infatti, la donna avrebbe mentito da subito e in più situazioni. Quest’ultima ha però smentito tutto: “Io ho mentito una volta sola: quando ho parlato dell’incidente di mio figlio in casa. Avevo paura a raccontare la verità, avevo paura. Non era facile. Quando ho detto di avere accompagnato Loris a scuola ho detto quello che ricordavo in quel momento. Ne ero convinta: convintissima. Se potessi ritornare indietro? Dato che in quei primi momenti non ricordavo non avrei potuto fare diversamente da quello che ho fatto”.

L’unico rimorso di Veronica è quello di aver tradito il marito con il suocero: “Le confesso, oggi l’unica cosa che non farei è quella di tradire Davide, di avere una relazione con un’altra persona. Men che meno tradirlo con mio suocero Andrea. Così non avrei nulla da nascondere a mio marito. E poi, se avessi avuto il coraggio di parlargliene forse, no ne sono certa, lui mi avrebbe aiutata”.

Ho raccontato tutto e non mi credono: ho fornito arma del delitto, complice e movente. E non sono stata creduta. Cos’altro devo e posso fare? Il giudice dice che potrei continuare ad uccidere. L’errore è proprio in quella parola… “continuare”. non posso continuare a fare una cosa che non ho fatto. Io non ho ucciso mio figlio”.

“Loris – conclude Veronica – è sempre con me. Lo sogno spesso e dormo sempre con una canottiera sua sotto il cuscino”.

Da: Leggo.it

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