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Delitto Adriano Manesco: è stato un massacro

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Sono stati individuati gli artefici del delitto del professore milanese Adriano Manesco

manesco_delittoSi tratta di due ragazzi residenti nel piacentino, Gianluca Civardi e Paolo Grassi. I due sono stati incastrati grazie all’aiuto di una donna che li aveva visti buttare degli abiti in un cassonetto
Cassonetto che, poche ore più tardi, è stato sequestrato per poter essere analizzato e all’interno del quale sono state trovate prove ematiche. Ciò che ha fatto insospettire gli agenti è la richiesta di un avvocato difensore da parte di uno dei due fermati, cosa alquanto singolare per una persona che ha solamente gettato degli indumenti.
All’inizio dell’interrogatorio, i due sospettati hanno negato di trovarsi a Milano ma, dopo che gli inquirenti hanno mostrato uno scontrino proveniente da una farmacia milanese, hanno iniziato a rilasciare discordanti su una valigia abbandonata.

Alle sette del mattino, gli agenti della squadra omicidi sono arrivati a Milano per entrare nell’abitazione di Manesco trovando, al loro arrivo, la casa piena del sangue della vittima. Dopodiché le ricerche si spostano su Lodi, precisamente in un cassonetto che svela l’efferatezza e la crudeltà dell’omicidio: la valigia con il tronco del professore privo di testa, mani e viscere e il resto contenuto in sacchetti dell’immondizia chiusi con nastro adesivo.

Un omicidio studiato nei minimi dettagli quello di Manesco, con tanto di annotazioni sulle filiali bancarie dove la vittima aveva il conto corrente, e una modalità di esecuzione a dir poco crudele.
“Questo è l’omicidio più feroce che abbia mai visto in tutta la mia carriera” ha dichiarato il pm Antonio Colonna “Prima si è tentato di strozzare il professore, poi è stato ucciso pugnalandolo più volte al petto: le ferite plurime gli hanno provocato apnea. Appena morto è iniziata l’operazione di smembramento. E’ stata tagliata la testa, le mani e abrasi i polpastrelli. Infine il cadavere è stato eviscerato: operazione, quest’ultima, per rallentare la putrefazione e, quindi, la scoperta. L’operazione è durata qualche ora e la pulizia è stata accurata: nel corpo è rimasto poco sangue.

Il professor Manesco non aveva parenti nè conviventi; non vendendolo i vicini avrebbero pensato ad una vacanza, non si sarebbero insospettiti troppo”.

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