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Delitto Marco Vannini: le testimonianze dei vicini dei Ciontoli nella nuova udienza del processo

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Quarta udienza del processo per l’omicidio di Marco Vannini: ascoltato il cugino Alessandro Carlini e i vicini della famiglia Ciontoli. Testimonianze agghiaccianti.

marco vanniniProsegue il processo per la morte di Marco Vannini, l’ultima udienza che si è tenuta la scorsa settimana è stata molto importante. Il primo testimone chiamato a deporre è stato Alessandro Carlini, il cugino della vittima. Il legale dalla famiglia Vannini ha chiesto al ragazzo di illustrare i rapporti tra Marco Vannini, la fidanzata Martina Ciontoli e la sua famiglia. Carlini ha raccontato che i due ragazzi non avevano problemi e che con la famiglia la situazione era molto serena. Lo stesso avvocato ha chiesto ad Alessandro di approfondire il legame con Antonio Ciontoli, confermando che avevano rapporti cordiali. Inoltre il cugino di Marco Vannini ha detto che il giovane sapeva che il suocero lavorava per i servizi segreti, nel reparto che seguiva l’antiterrorismo arabo, mentre era un addetto alla cancelleria. Le domande successive si sono concentrate sui fatti avvenuti in seguito all’omicidio di Marco Vannini e alle telefonate con Martina Ciontoli. Carlini ha riferito che ha notato delle strane incongruenze sulla ferita e sulla richiesta di soccorso.

Prima dei vicini di casa, è stato ascoltato il brigadiere dei carabinieri che ha fatto il sopralluogo nella villetta e si è occupato insieme ai colleghi di preservare la scena del crimine. Il brigadiere Modesto ha detto che in bagno c’era un asciugamano e Ciontoli gli ha detto che sotto il letto del figlio Federico c’erano delle pistole. In seguito ad accertamenti sono state trovare due pistole e un bossolo. Il ragazzo ha detto che aveva riposto lui le armi. Come dicevamo però le testimonianze dei vicini sono agghiaccianti.

La prima a parlare è stata Veronica Liuzzi che non ha sentito subito le grida di Marco Vannini e che tra l’arrivo dell’ambulanza e il momento in cui ha capito che era successo qualcosa, era trascorsa almeno mezz’ora. La madre invece ha riferito che intorno alle 23,30 ha udito un rumore molto forte, come se un vaso di cristallo fosse caduto per terra e dei lamenti. Immediatamente è salita al piano di sopra e si è affacciata riconoscendo la voce di Antonio Ciontoli che diceva di chiamare il 118. Viola Giorgini (la fidanzata di Federico) rispondeva dal piano di sotto che era stata chiamata un’ambulanza. L’avvocato della difesa è intervenuto per il controesame chiedendo alla signora Esposito perché non ha riferito ai carabinieri che il marito a giugno ha registrato una conversazione con la moglie di Ciotoli. In quel colloquio la Pezzillo avrebbe parlato delle circostanza in cui sarebbe morto Marco Vannini. La donna avrebbe chiesto ai vicini di casa di parlare con gli avvocati e che credeva che la ferita che ha causato la morte del giovane fosse stata causata da un colpo d’aria. Inoltre Liuzzi ha chiesto alla Pezzillo perché Marco Vannini diceva “Scusa Marti” e lei ha risposto che aveva capito male, perché diceva “Scusa Massi”.

Fonte: Civonline

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