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Delitti ItalianiDelitto Massimiliano Spelta: uno dei casi di cronaca nera più atroci di Milano

Delitto Massimiliano Spelta: uno dei casi di cronaca nera più atroci di Milano

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Il delitto di Massimiliano Spelta ha sconvolto la città di Milano nel 2012. L’uomo venne assassinato insieme alla sua compagna che stringeva in braccio la figlia di soli 15 mesi.

Omicidio Massimiliano Spelta: foto Il Giorno

Omicidio Massimiliano Spelta: foto Il Giorno

Era il 10 settembre del 2012, Massimiliano Spelta era con la sua compagna Carolina Ortiz Paiano e la figlia di 15 mesi. Ad un certo punto due uomini a bordo di una moto e con il volto coperto dal casco spara a Massimiliano Spelta, commerciante incensurato di 43 anni, come riporta Edoardo Montolli nella ricostruzione della vicenda pubblicata su GQ – Underground. Carolina, una domenicana di soli 21 anni, cerca di fuggire via, ma uno dei proiettili sparati dai sicari la colpisce alla nuca. Via Muratori sembra il set di un film ambientato nel Far West, ma sono molti i testimoni che hanno assistito alla scena, una donna ha persino preso il numero di targa della motocicletta.

Mentre partono le indagini, nascono una serie di polemiche circa la sicurezza a Milano. Il giorno dopo l’omicidio, gli investigatori trovano un sacchetto contenente una dose di cocaina a casa di Massimiliano Spelta. Si segue la pista del regolamento di conti nello spaccio di droga. Massimiliano Spelta e la compagna erano molto discreti, i vicini non li avevano mai sentiti litigare, sembravano una famiglia come tante altre. Eppure circa due settimane prima del delitto la giovane Carolina aveva scritto su Facebook che era stanca e che voleva tornare nel suo paese. Le indagini proseguono concentrandosi sul traffico di stupefacenti e di un debito non saldato con i narcos. Analizzando i tabulati telefonici di Massimiliano Spelta e della 21enne si cerca di ricostruire la loro vita.

Dopo un anno dal delitto arriva la svolta e vengono fermati due pregiudicati, Mario Mafodda e Carmine Alvaro, entrambi ai domiciliari per una rapina. Mafodda conferma la storia dei corrieri, e sceglie di essere processato con il rito abbreviato, sperando in uno sconto di pena. A novembre del 2014 è stato condannato all’ergastolo. Alvaro invece si professa innocente. Ad un certo punto entra in scena anche un terzo soggetto, Achene Bonacci, accusato di aver programmato l’agguato a Massimiliano Spelta. La difesa cerca di dimostrare che sono estranei e che le dichiarazioni di Mafodda non sono sufficienti. Alvaro però viene condannato all’ergastolo. Bonacci viene assolto e la sua assoluzione è definitiva perché nessuno ha presentato ricorso in appello.

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