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Salvatore Parolisi

Delitto Melania Rea: revocato lo status di militare a Salvatore Parolisi

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Salvatore Parolisi sarà trasferito in un carcere normale. Il padre di Melania Rea, dopo la condanna aveva scritto una lettera al Ministero della Difesa, chiedendo che venisse revocato lo status di militare.

Melania Rea

Melania Rea

Il padre di Melania Rea, la giovane madre di Somma Vesuviana uccisa con 35 coltellate dal marito Salvatore Parolisi ha ottenuto un’importante vittoria. L’omicidio è avvenuto nel bosco di Ripe di Civitella, in provincia di Teramo, il 18 aprile del 2011. Tutto questo non servirà a placare il dolore per la perdita della figlia, ma con la revoca dello status militare a Parolisi giustizia è fatta. Quando la condanna è divenuta definitiva, Gennaro Rea ha scritto una lettera al Ministero della Difesa, il suo appello era stato riportato anche dal settimanale Giallo. Per Gennaro un militare condannato per omicidio non dovrebbe godere di nessun privilegio. Ricordiamo infatti che Parolisi è detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, una struttura di lusso se paragonata alle carceri italiane.

A parlare della svolta in questa vicenda è sempre Giallo che ha pubblicato la risposta del generale Alberto Rosso (capo di gabinetto del Ministro della Difesa) al padre di Melania Rea. Leggete anche voi cosa ha scritto: «Gentile signor Rea, Le comunico che in data 16 giugno 2016 la Direzione generale per il personale militare ha decretato la perdita di status militare di Salvatore Parolisi nonché la cessazione del rapporto di impiego con l’Amministrazione della Difesa a far data dal 13 luglio 2016. Il trasferimento di Parolisi presso un istituto di pena civile verrà eseguito una volta disposto dalla competente Procura Generale di Perugia, già in tal senso formalmente interessata da codesto ministero».

Salvatore Parolisi sta scontando una pena pari a 20 anni per l’omicidio della moglie Melania Rea. Per il trasferimento in una struttura giudiziaria ordinaria manca ancora un passaggio però. Il prossimo 28 settembre, ci sarà una nuova udienza in cui la Procura generale di Perugia chiederà ai giudici di applicare una pena accessoria che non era prevista dalla sentenza definitiva.

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