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NewsDelitto Nadia Arcudi: importanti novità sul movente, Egli è davvero colpevole?

Delitto Nadia Arcudi: importanti novità sul movente, Egli è davvero colpevole?

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Svolta per l’omicidio di Nadia Arcudi. Il cognato Michele Egli aveva rubato dalla cassa degli studenti. È il movente?

Nadia Arcudi era stata trovata morta in un bosco. Il cognato Michele Egli aveva reso una parziale confessione. Ma non ci sono dubbi sul fatto che lo scorso 18 ottobre sia stato lui ad uccidere la maestra e poi a liberarsi del corpo. Oggi infatti emergono importanti novità sul caso riportate da Il Giorno. La Supsi, ovvero la Scuola universitaria professionale della svizzera italiana ha denunciato Michele Egli e si costituirà parte civile. L’uomo collaborava con l’istituto e ha sottratto del denaro dalla cassa che sarebbe stato destinato per copie eliografiche e fotocopie da distribuire agli studenti. Si parla di una somma che si aggira intorno a 250mila euro. Potrebbe nascondersi dietro questo furto il movente dell’omicidio di Nadia Arcudi? La vittima infatti potrebbe aver scoperto le attività illecite di Egli minacciandolo di svelare la verità e di denunciarlo. Gli inquirenti elvetici sono impegnati a seguire questa nuova pista.

Ricordiamo che Nadia Arcudi è morta per soffocamento con un sacchetto di plastica, non è stata stordita con farmaci o altre sostanze tossiche. Il medico legale nella relazione dell’autopsia aveva chiarito gli ultimi dubbi sulla morte della maestra. Sul corpo non c’erano ferite e altri segni di difesa, per questo si era ipotizzato che fosse stata sedata per non opporre resistenza. Nadia è stata uccisa nella sua casa da Egli, poi è stata caricata nella sua auto e scaricata in un bosco. Mentre il fronte italiano delle indagini si avvia verso la chiusura prosegue quello svizzero. Sono esclusi eventuali complici sia per quanto riguarda l’omicidio che per l’occultamento di cadavere mentre resta ancora da chiarire cosa abbia fatto scattare la furia assassina di Egli. Lo stesso assassino non ne ha mai parlato durante gli interrogatori e, se l’ha fatto, non è stata data notizia ai giornali.

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