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Delitto di Novi Ligure, l’intervista a Omar: “Ho sognato per anni le urla del fratellino di Erika”

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A “Mattino 5” è stato ripercorso il terribile delitto di Novi Ligure. Protagonisti furono Erika De Nardo e Omar Favaro, i fidanzatini che nel 2001 uccisero la mamma e il fratellino dei lei

Nel 2011 alle telecamere di Matrix, Omar ha raccontato di quel suo amore assassino, del suo rapporto con Erika e di quel terribile giorno in cui vennero uccisi mamma e figlio.

Nulla potrà mai cancellare dalla mente di Omar le grida del piccolo e quelle della donna, che nonostante tutto, con le sue ultime forze, riuscì a perdonare la figlia per quel disumano gesto: “Per anni, ho sentito, nei miei incubi, la voce del piccolo Gianluca e quella della madre di Erika che perdonava la figlia”, ha dichiarato il ragazzo nel 2011.

All’epoca del delitto Omar ed Erika erano ancora minorenni, eppure riuscirono con estrema freddezza a sterminare quasi un’intera famiglia. Il ragazzo non provò a fermare la giovane assassina, sempre più convinta di volersi liberare della madre, del fratellino e forse anche del padre.

“Non ho provato a fermarla – spiega Omar nell’intervista – Ricordo che camminavo avanti e indietro nella zona della cucina, non guardavo nemmeno e sentivo quelle parole. Mi pesa il fatto di non aver avuto la forza molto prima dell’omicidio di farle capire che cosa stavamo andando a fare”.

Erika poteva essere aiutata, ma Omar ha deciso di farlo nel peggiore dei modi. Inoltre il ragazzo ha lasciato intendere di aver supportato il sanguinoso piano di Erika soltanto per non essere lasciato solo: “Io non volevo far del male a nessuno. Lei aveva le sue motivazioni, era arrabbiata e odiava. Io l’ho aiutata soltanto per non essere abbandonato da lei”.

Erika, stando alle parole di Omar, odiava tanto il fratellino il quale veniva ricoperto di attenzioni da parte dei genitori. Un motivo a cui Omar, dopo tanti anni, non crede più: “Erika mi diceva che voleva stare con me. A quel tempo queste motivazioni mi andavano bene. Oggi dico che c’è qualcos’altro che non so. Non posso saperlo ma non sono motivazioni che possono scatenare un odio così forte”.

“L’ultimo mese ho vissuto il rappor con lei come un’ossessione perchè ogni giorni mi diceva che voleva uccidere la sua famiglia. Io cercavo di non parlarne, di aviare il discorso alora mi ricattava dicendomi che non l’amavo e che mi avrebbe lasciato”.

Da: Ilsussidiario.net

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