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Delitto Pietro Sarchiè, la famiglia: “Vogliamo vedere in faccia chi lo ha ucciso”

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La famiglia di Pietro Sarchiè, il pescivendolo ammazzato e carbonizzato, non si dà pace e sconvolta chiede di poter guardare negli occhi l’assassino

Pietro-SarchièL’assassino di Pietro Sarchiè è stata brutale, tanto che la famiglia è devastata dall’accaduto. Incredula di fronte a tanta crudeltà verso un uomo che tutta la comunità di San Benedetto del Tronto amava e rispettava.

Tutta la giornata di ieri sia la moglie Ave Palestini che la figlia Jennifer l’hanno trascorsa davanti all’obitorio incedule sulla fine drammatica di Pietro Sarchiè.
La scomparsa di Pietro Sarchiè aveva allarmato tutta la gente di San Benedetto, e per 17 lunghi giorni si è cercato Pietro vivo, magari in balia di qualche malessere psicologico passeggero.
Ed invece la conclusione di questa vicenda è stata drammatica, il cadavere del pescivendolo è stato trovato carbonizzato dopo che il suo assassino lo aveva freddato con un colpo di pistola alla nuca.

Non si da pace la famiglia che invoca giustizia e chiede a gran voce che gli inquirenti quanto prima individuino i colpevoli in modo da poterli guardare in faccia.
Anche il figlio Yuri è incredulo, e spera che almeno il genitore non abbia sofferto, gli interrogativi sono tanti, dove è stato sparato, in che luogo e soprattutto chi dopo averlo ammazzato lo ha bruciato e sotterrato.

Gli avvocati della famiglia Sarchiè fanno sapere che al momento non si fanno ipotesi “in questo momento così difficile per la morte brutale del loro congiunto. Gli investigatori stanno mettendo insieme alcuni elementi, ma bisognerà aspettare ancora qualche giorno, almeno fino a mercoledì, quando è in programma l’autopsia. I familiari speravano in un rapimento, invece il caso si è rivelato di una brutalità inaudita”.

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