HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiNewsDelitto di Pordenone: ascoltati di nuovo i coinquilini di Giosue Ruotolo, indagini vicine alla chiusura

Delitto di Pordenone: ascoltati di nuovo i coinquilini di Giosue Ruotolo, indagini vicine alla chiusura

di

Gli inquirenti hanno deciso di riascoltare gli ex coinquilini di Giosuè Ruotolo. Arrivati a questo punto le indagini si avviano alla chiusura. Contro il militare di Somma Vesuviana solo sospetti e nessuna prova schiacciante.

giosuè ruotoloSergio Romano e Daniele Renna sono stati convocati per la quarta volta mercoledì pomeriggio, l’interrogatorio si è protratto sino a notte fonda. Gli ex coinquilini di Giosuè Ruotolo sono considerati testimoni chiave del delitto di Pordenone. Hanno vissuto sotto lo stesso tetto da febbraio del 2013, con loro c’era anche Trifone Ragone che a maggio del 2014 ha lasciato l’appartamento per andare a vivere con la sua fidanzata, Teresa Costanza. Grazie alle loro dichiarazioni, gli inquirenti hanno ricostruito i movimenti di Giosuè Ruotolo la sera del 17 marzo. Lo scorso settembre infatti, quando gli sono state mostrate le riprese dell’Audi A3 grigia del 26enne di Somma Vesuviana, hanno ammesso che quella sera, Ruotolo è uscito di casa. Perché non l’hanno riferito prima? Romano e Renna temevano di nuocere alla sua carriera militare. Eppure da gennaio hanno iniziato ad aprirsi e a raccontare delle tensioni tra Trifone e Giosuè.

A quanto pare, Trifone Ragone sospettava da tempo che l’autore dei messaggi che riceveva Teresa, fosse Giosuè Ruotolo. Come riporta il Messaggero Veneto, Romano ricorda che il caporalmaggiore una volta gli avrebbe detto: «Che prima lo avrebbe fatto a pezzi, chi aveva scritto quei messaggi e poi lo avrebbe denunciato». Renna invece ha confermato che Trifone aveva avviato delle indagini per scoprire chi c’era dietro il profilo anonimo di Facebook. I due sarebbero anche venuti alle mani, perché Giosuè Ruotolo aveva intenzione di fargliela pagare. Nessuna ritrattazione, Romano e Renna hanno confermato tutto.

Tornando al 17 marzo, alla centrale operativa del 112, alle 19:56 e 21 secondi, arrivò la telefonata dell’istruttore della palestra. L’uomo pochi secondi prima aveva prestato soccorso ad una donna che si era trovata davanti all’auto in cui c’erano due corpi ricoperti di sangue. L’audio di questa telefonata è stato reso pubblico durante la trasmissione Quarto Grado. Si tratta di un elemento molto utile per capire con esattezza quando si è consumato il delitto. La Procura ha disposto una nuova perizia ai fini della ricostruzione cronologica ma il fatto che non sia possibile stabilire con precisione quando sia avvenuto il delitto e che nessun testimone ha visto chiaramente Giosuè Ruotolo, rende lacunosa l’accusa.

Lascia un commento

Back to Top