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Delitto di Pordenone: le strane ricerche su internet di Giosuè Ruotolo

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trifone e teresaDurante la puntata di Quarto Grado si è parlato anche del delitto dei fidanzati Trifone e Teresa, conosciuto ormai come l’omicidio di Pordenone. Ecco cosa ha dichiarato l’avvocato di Giosuè Ruotolo, accusato del duplice delitto

Una settimana prima di essere ucciso Trifone aveva inviato a Teresa un messaggio in cui le aveva detto di aver fatto a botte con qualcuno. Nel messaggio esce fuori la parola “raschi”, che per qualche tempo è stata oggetto di indagini. “Raschi” sarebbe potuto essere un nome di persona, e quindi l’eventuale aggressore di Trifone, oppure no. A far luce sul suo significato sarebbero stati i familiari di Trifone e i cittadini di Adelfia. “Raschi” è un termine del dialetto pugliese e sta a significare “graffi”, e quindi non sarebbe assolutamente un nome di persona. Esclusi quindi i primi dubbi, le certezze che Giosuè Ruotolo possa aver ucciso Trifone e Teresa sono sempre più. Il presunto assassino avrebbe inoltre cercato su Google delle parole che fanno molto riflettere, ovvero “Vendo arma” e “Vendo pistola”. Perchè?

A difendere il giovane militare è il suo avvocato, Roberto Rigoni Stern: “Il mio assistito è sereno, convinto di avere argomentazioni per dimostrare la sua innocenza. Abbiamo rinvenuto questo messaggio, di cui non v’è traccia nell’ordinanza di custodia cautelare, nonostante il poco tempo a disposizione, per noi è significativo perché dimostra quanto le relazioni di Trifone fossero più complicate di quanto emerso finora dalle indagini condotte dalla Procura”.

“Non abbiamo preso ancora visione delle copie forensi, un’imponente mole di documenti che non è ancora stata messa a nostra disposizione – ha continuato l’avvocato Stern – posso comunque dire da quel poco che abbiamo potuto appurare che si tratta di informazioni inesatte e parziali contenute nella ordinanza di custodia cautelare”.

Fonte: Urbanpost.it

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