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Delitto di Pordenone, l’intervista di Quarto Grado al fratello di Ruotolo: ecco cosa ha detto

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Giovanni Ruotolo ha scelto le telecamere di “Quarto Grado” per parlare della situazione in cui si trova il fratello, Giosuè Ruotolo, il militare campano indagato per l’omicidio dei fidanzati Teresa Costanza e Trifone

“Mio fratello è in carcere da quasi un anno e questa situazione, anche mediatica, lo sta uccidendo mentalmente. È molto provato, ma ultimamente l’ho visto più sereno perché sta finendo il processo e stanno emergendo molte prove che dicono che non può essere stato lui a commettere il duplice omicidio”.

Secondo Giovanni, Giosuè è stato accusato di tante cose, molte delle quali ingiuste: Gli hanno attribuito molte cose ingiuste e anche per quanto mi riguarda occorre fare chiarezza. Sono stato io a mettere a disposizione dei carabinieri il mio computer a Somma Vesuviana e quando si parla di cancellazioni massive di dati occorre capire che si è trattato di cancellazioni automatiche con un programma comune chiamato CCleaner. E poi, se mai avessi avuto file compromettenti nel mio computer, perché avrei dovuto aspettare sei mesi per effettuare le cancellazioni?”.

Cancellazioni che sarebbero avvenute, secondo la procura della Repubblica, proprio nei giorni in cui si faceva sempre più probabile l’ipotesi di poter ritrovare l’arma del delitto nel laghetto del parco di San Valentino.

Intanto il processo procede e nelle ore successive saranno ascoltati il padre e i fratelli di Trifone. Il 27 febbraio invece, sarà ascoltata la fidanzata di Giosuè Ruotolo, Mariarosaria Patrone, e la madre della ragazza.

Qui il video dell’intervista a Giovanni Ruotolo.

Da: Ilfattovesuviano.it

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