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Delitti ItalianiDelitto di Qamil Hyraj, arrestato il suo datore di lavoro
Qamil Hyraj

Delitto di Qamil Hyraj, arrestato il suo datore di lavoro

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Il giovane pastore albanese era stato ucciso da un colpo di pistola ad aprile. Fermato ora Giuseppe Roi che lo avrebbe colpito per errore mentre si esercitava in campagna con la sua pistola

Qamil Hyraj

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Ucciso involontariamente per un tragico gioco del suo datore di lavoro. Sarebbe stata questa la fine di Qamil Hyraj, 23enne pastore di origini albanesi che era stato trovato morto il 6 aprile scorso nelle campagne di Torre Lapillo, vicino a Porto Cesareo nel leccese.

Il giovane era morto per un colpo di pistola alla testa e dopo mesi di indagini gli inquirenti sono arrivati alla conclusione che il colpevole sia Giuseppe Roi (31 anni), adesso in arresto. E’ il proprietario dell’azienda avicola presso la quale lavorava il pastore, ma anche un grande appassionato di armi, tanto che era solito fare il tiro al bersaglio con vari oggetti portati in campagna per esercitarsi.

In particolare quel giorno avrebbe preso di mira un vecchio frigorifero, sul quale in effetti è stato rinvenuto un foro provocato dalla calibro 22 di Roi. Un secondo colpo però invece di andare a bersaglio sull’elettrodomestico avrebbe invece colpito Qamil che evidentemente si trovava sulla stessa traiettoria. Ecco perché per il presunto assassino l’accusa al momento è di omicidio volontario nella forma del dolo eventuale, perché sapeva che con il suo comportamento avrebbe potuto causare un danno a qualcuno come poi effettivamente è stato.

Inoltre è stato anche denunciato per simulazione di reato il padre dell’uomo che ha sparato, il 68enne Angelo Roi. Subito dopo quanto era avvenuto, aveva denunciato il furto di alcune pecore per far credere che il giovane pastore fosse stato vittima dei ladri di bestiame.

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