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Delitti ItalianiDelitto Rombaldi per i giudici non è il vigile urbano Pietro Fontanesi l’assassino

Delitto Rombaldi per i giudici non è il vigile urbano Pietro Fontanesi l’assassino

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Concluso il processo contro Pietro Fontanesi accusato di aver ammazzato il dottore Carlo Rombaldi nel 1992, per la corte d’assise non fu lui

Carlo-RombaldiLa corte d’assise del tribunale di Reggio ha emesso la sentenza sul processo che vedeva come unico imputato Pietro Fontanesi per l’assassinio del dottore Carlo Rombaldi. E la sentenza è stata di assoluzione con formula piena e l’estreaneità completa del viglie urbana all’omicidio del dottore.
Un processo durato 3 anni nei quali Pietro Fontanesi ha sempre manifestato la sua innocenza.
Il pubblico ministero che aveva coordinato le indagini e richiesto il rinvio a giudizio per Fontanesi aveva richiesto la pena dell’ergastolo mentre i difensori l’assoluzione con formula piena.
Gli utlimi giorni del processo, quelli dove vi sono le arringhe finali sono stati particolarmente infuocati. Il difensore di Fontanesi Giancarlo Tarquini ha manifestato tutta la sua costernazione verso un processo che non sarebbe mai dovuto arrivare in corte d’assise perchè basato sul nulla.

Tutta la vicenda giudiziaria si è basata sull’arma del delitto, i pm hanno sempre sostenuto che ad ammazzare Carlo Rombaldi fosse stata la pistola in uso al vigile urbano e per dimostrarlo hanno richiesto perizie e controperizi. Gli esperti però hanno tutti concluso gli studi balistici con una forte improbabilità che il colpo esploso fosse partito dall’arma del Fontanesi.
Lo scontro nel dibattimento è stato feroce, con i legali difensori che hanno accusato la pubblica accusa di fare leva sul fatto che Fontanesi abbia una personalità violenta, che sia una persona disturbata e con gravi problemi di depressione ma che questo non fa di lui un assassino.
La storia dell’omicidio di Carlo Rombaldi è del 1992, esattamente il 7 maggio quando dopo aver cenato in un ristorante il brillante dottore rientra a casa. Parcheggia la macchina in garage e appena esce un uomo gli esplode contro tre proiettili, uno di questi gli trapasserà il polmone.

Trasportato d’urgenza nell’ospedale dove lavorava il suo primario cerca di fare l’impossibile per salvargli la vita, purtroppo morirà nella nottata.
Gli inquirenti cercano in tutte le direzioni, non viene esclusa nessuna pista. Solo una rapina finita male sembra essere la pista meno accreditata in quando Carlo Rombaldi aveva ancora addosso il portafoglio ed un orologio di valore. Le indagini sulla vita privata del dottore non portano a nulla, un uomo irreprensibile con una vita normale. Eppure qualchuno si è introdotto in un garage privato e conosceva perfettamente come scappare dopo l’agguato.
Per la procura ad un certo punto sembra essere arrivata la svolta con il fermo di Pietro Fontanesi. La ricostruzione che gli inquirenti fanno è che tra i due ci sia stata una lite per motivi ignoti, e da questa lite si sarebbe poi passati all’omicidio. Tesi che però è stata giudicata troppo fragile e inconsistente per i giudici.

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