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Delitto Rosboch: Caterina Abbattista era insieme agli assassini, incastrata dal telefonino

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Caterina Abbattista era insieme a Gabriele e Robert quando hanno ucciso la professoressa Gloria Rosboch? Una perizia colloca la donna sulla scena del crimine, ma i legali hanno smentito.

caterina abbattistaLe indagini sul delitto della professoressa Gloria Rosboch si avviano verso la conclusione, ma ci sono ancora alcune responsabilità da accertare. Appare sempre più certo che Caterina Abbattista, la madre di Gabriele Defilippi non sia solo una “comparsa” ma servono delle prove. La donna ha sempre detto di essere estranea all’omicidio, e anche i due assassini, Gabriele Defilippi e Robert Obert, che continuano a scambiarsi accuse, non hanno mai tirato in mezzo la donna. Eppure Caterina Abbattista è coinvolta nella truffa ai danni della povera professoressa a cui sono stati sottratti 180mila euro.

La procura non è mai stata troppo convinta della sua innocenza, ecco perché le richieste di scarcerazione sono state rigettate e poco meno di un mese fa, i giudici hanno persino predisposto il sequestro dei suoi beni. In caso venga accertata la sua colpevolezza, serviranno per il risarcimento alla famiglia Rosboch. Ma torniamo al giorno dell’omicidio. La Abbattista ha sempre detto che il 13 gennaio del 2016 era a lavoro, presso l’ospedale di Ivrea, dove svolgeva servizio nel reparto di Pediatria come infermiera. Il suo cellulare alle ore 19.19 ha agganciato una cella nella zona di Montaleghe. La donna si era allontanata per raggiungere gli assassini?

I colleghi che avevano sempre sostenuto che Caterina Abbattista fosse a lavoro, hanno cambiato più volte la loro versione dicendo appunto che “potrebbe” essersi allontanata. I legali però non sono convinti che questa prova sia sufficiente, e hanno analizzato i tabulati dei mesi precedenti trovando delle anomalie. Il primo dicembre il cellulare di Caterina Abbattista ha agganciato una cella di Corso Giulio Cesare a Torino e solo tre minuti dopo quella di Ivrea. La loro ipotesi è che vi sia stato un “rimbalzo”, eppure il rapporto del ROS spiega che la sera del delitto non c’era alcun sovraccarico.

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