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NewsDelitto Sarah Scazzi, depositate le motivazioni della condanna di Sabrina Misseri e della madre

Delitto Sarah Scazzi, depositate le motivazioni della condanna di Sabrina Misseri e della madre

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È arrivata la prima svolta nel caso giudiziario che ha come protagonista Sabrina Misseri, condannata all’ergastolo insieme alla madre Cosima Serrano per aver ucciso Sarah Scazzi. Stanno per scadere i termini della detenzione preventiva e solo oggi il giudice ha depositato le motivazioni della condanna.

Sabrina Misseri a causa dei ritardi nella scrittura della sentenza d’Appello potrebbe lasciare il carcere il 15 ottobre. Stesso destino per Cosima Serrano?Oggi, 29 agosto 2016, per molti segna il rientro dalle ferie, ma qualcuno in questi giorni ha lavorato senza sosta. Il ministro Orlando, su richiesta del legale della Misseri, ha inviato alcuni ispettori a Taranto per verificare la natura di questi ritardi ed eventuali responsabilità. Il fascicolo che contiene le motivazioni della condanna all’ergastolo in secondo grado per Sabrina Misseri e Cosima Serrano si compone di 1300 pagine. Per l’esattezza sono 1277, suddivise in 26 paragrafi così come ha specificato Repubblica. Sono passati 6 anni e tre giorni da quando Sarah Scazzi la 15enne di Avetrana, è stata uccisa. Il suo corpo venne gettato in un pozzo e ritrovato 42 giorni dopo l’omicidio.

Il 24 luglio del 2015 la corte d’Assise d’Appello di Taranto ha confermato la sentenza di primo grado ma le motivazioni non erano ancora state depositate. La notizia aveva suscitato molte polemiche perché il 15 ottobre scadono i termini per la detenzione preventiva della cugina di Sarah Scazzi e, non essendo stato possibile presentare il ricorso in cassazione, Sabrina potrebbe attendere l’esito del processo di terzo grado da donna libera. Tuttavia l’avvocato Nicola Marseglia che assiste la Misseri ha tenuto a precisare che la scadenza dei termini non comporta l’immediata scarcerazione. I giudici in passato hanno negato alla loro assistita gli arresti domiciliari in una comunità diocesana, perché Sabrina Misseri è “pericolosa” e soggetta a “prevedibili impulsi aggressivi”.

Il caso di Sarah Scazzi è stato complesso e sin dall’inizio le indagini sono state caratterizzate da un’eccessiva lentezza perché erano troppi i soggetti coinvolti. La sentenza di primo grado è arrivata nel 2013, e ci sono volute 80 ore di camera di consiglio lo scorso anno per confermarla. La domanda che tutti si fanno adesso è: cosa succederà? I difensori di Sabrina e Cosima hanno 45 giorni di tempo per studiare le motivazioni e formulare il ricorso. Il prossimo 28 settembre i riflettori si accederanno su un altro protagonista di questa torbida vicenda di cronaca: Ivano Russo. Ma saranno molte altre le persone coinvolte nel processo bis sul delitto di Avetrana. Ci saranno nuove condanne?

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