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Delitto Sebastiano Magnanini: tre clochard a processo

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Il prossimo 5 febbraio, tre clochard dovranno presentarsi davanti al giudice perché coinvolti nell’omicidio di Sebastiano Magnanini il ladro d’arte ritrovato nelle acque del Regent’s Canal a Londra il 24 settembre.

sebastiano magnaniniGli amici di Sebastiano Magnanini lo ricordano come un’anima in pena, giramondo senza un lavoro fisso, eppure alla ricerca di una vita tranquilla, cercava un appartamento per poter stare vicino alla figlia che studia a Londra e voleva seguire un corso di giornalismo. Nel suo passato c’era la droga da cui aveva deciso di liberarsi e cercava il riscatto. Sebastiano Magnanini è stato ritrovato senza vita il 24 settembre del 2015, era legato ad un carrello della spesa abbandonato vicino a Camden. Gli agenti di Scotland Yard, ad ottobre, hanno individuato i responsabili, tre homeless. Nessuno di loro è stato accusato di omicidio ma Michael Walsh e Paul Williams hanno confessato di aver occultato il cadavere, mentre Daniel Hastie ha dichiarato di aver usato la carta di credito di Sebastiano Magnanini. Se i tre uomini non sono i killer, sicuramente potrebbero avere delle informazioni sulla sua identità.

Il mistero della morte di Sebastiano Magnanini ha appassionato la stampa inglese perché l’uomo ha un passato “celebre”. Nel 1993 Sebastiano Magnanini venne arrestato per aver rubato una tela del Tiepolo custodita nella chiesa di Santa Maria della Fava, a Venezia. Il furto de «L’educazione della Vergine» inizialmente venne attribuito alla mafia, ma non vi furono riscontri. Il Guardian ha dedicato di recente un lungo articolo a Sebastiano Magnanini parlando delle sue amicizie londinesi puntando l’attenzione sul fatto che potesse essere vittima degli spacciatori. Il suo compagno di appartamento ha detto che 3 anni fa Sebastiano Magnanini ha avuto una crisi da overdose. La zona in cui è stato ritrovato il cadavere è frequentata dai trafficanti, e questo non è un caso.

Fonte: Corriere.it

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