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NewsDelitto sul Tevere, parla Max Galioto dopo la scarcerazione: “Alessia mente, ha detto cose false su di me”

Delitto sul Tevere, parla Max Galioto dopo la scarcerazione: “Alessia mente, ha detto cose false su di me”

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max-galiotoMax Galioto è uscito dal carcere di Regina Coeli dopo quasi 5 mesi di reclusione. A decidere il destino del clochard, accusato di aver ucciso Beau Solomon, è stato il Gip che, dopo l’ennesima richiesta di scarcerazione presentata dall’avvocato Michele Vincelli, da sempre convinto nell’innocenza del suo assistito, lo ha rimesso in libertà

L’inchiesta sulla morte dello studente americano Beau Solomon, morto nella notte tra il 30 giugno e il 1 luglio di quest’anno, riparte da zero. Max Galioto è tornato in libertà, anche se per la Procura resta il colpevole della morte dello studente.

Ad inchiodarlo fu la sua fidanzata, Alessia Pennacchioli, la quale però avrebbe fornito versioni sempre diverse sull’accaduto. Le sue contraddizioni e i suoi dubbi sarebbero usciti fuori anche nell’incidente probatorio, quando non è riuscita a ricollegare le immagini acquisite dalla videocamera dell’università americana John Cabot ai ricordi di quella sera.

Per Max Galioto, la donna avrebbe detto soltanto bugie per potersi liberare di lui: “Con Alessia siamo stati insieme due anni e mezzo e l’ho fatta anche conoscere ai miei genitori. Ha detto cose false sul mio conto. Mi ha infamato. Forse voleva liberarsi di me: io ho sempre cercato di aiutarla, ma lei alla prima occasione non ha perso tempo. Io al massimo mi faccio qualche birretta. Tra l’altro ho saputo che è andata a fare una colletta in giro per me. Ha raccolto 3mila euro ma se li è tenuti tutti in tasca. Io non ne ho saputo nulla”.

Durante l’udienza per l’incidente probatorio, Galioto non ne ha rivolto la parola: “Ho voluto vedere la cattiveria fino a che punto si poteva spingere. È lei quella cattiva. Non rispetta se stessa e il mondo che la circonda. Io parlo con tutti, non mi nascondo dietro una tastiera. Mi conosce mezza Europa e se chiede in giro di me nessuno le parlerà male”.

Per Galioto, altre bugie sarebbero state dette da Mario Buzzi, l’altro clochard presente quella notte lungo la banchina del Tevere sotto ponte Garibaldi, che ha lo ha accusato di aver spinto Beau: “Ha detto una grandissima cavolata. Però preferisco non parlare di quella notte”.

Infine: “Mi dispiace per quel ragazzo – ha detto Max Galioto – Ma in vita mia non ho mai puntato il dito contro nessuno. Io non sono nessuno per giudicare. Ma in fin dei conti non porto rancore”.

Intervista di: Repubblica.it

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