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FemminicidioNewsOmicidi in FamigliaDelitto Teresa Bottega, il marito Giulio Cesare Morrone, reo confesso dopo 22 anni, ancora libero

Delitto Teresa Bottega, il marito Giulio Cesare Morrone, reo confesso dopo 22 anni, ancora libero

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Giulio Cesare Morrone dopo 22 anni ha confessato di aver ucciso la moglie, Teresa Bottega. L’uomo diventato frate benedettino molto tempo dopo, resta ancora libero perché il reato è stato prescritto.

teresa bottegaIl 6 marzo del 1990 Teresa Bottega uscì di casa e non vi fece più ritorno. La donna, 35 anni e madre di due figli di 13 e 11 anni, era sposata con Giulio Cesare Morrone da 14 anni. Da tempo il loro rapporto era diventato molto teso e la casa di Santa Teresa di Spoltore, in provincia di Pescara, forse era diventata troppo piccola per Teresa che era già andata via un’altra volta e nel suo curriculum aveva anche un passato da tossicodipendente. Eppure la famiglia di Teresa Bottega non crede alle scuse inventate dal marito, Teresa è pur sempre una madre. Passano gli anni e i bambini crescono aspettando il suo ritorno, la più grande si sposa e il più piccolo che ha la passione per le arrampicate, nel 2010 rimane vittima di un incidente.

Passano altri anni e nel 2012 un uomo si presenta in questura e dice che qualcuno sa cosa è accaduto davvero il 6 marzo del 1990, un prete. L’uomo di chiesa (padre spirituale di Giulio Cesare Morrone) non tiene il segreto (che è una confidenza e non una confessione) e, come racconta GQ-Italia la sua testimonianza è stata fondamentale. Nel 2006 Giulio Cesare Morrone si è avvicinato ai frati benedettini diventando Padre Celestino e, messo alle strette, ha dovuto confessare: «L’ho uccisa in casa, era mattina ma il giorno preciso non lo so, domandate alle sorelle, loro ricordano – avrebbe detto – Poi sono tornato a casa. Il corpo l’ho messo in un cesto grande e con quello sono sceso in garage attraverso una scala interna». A questo punto Morrone è partito alla ricerca di un posto dove andare, poi si è fermato a Bondeno e ha gettato il cadavere della moglie Teresa Bottega nel fiume Bondeno.

Il gup nel 2013 non riconosce l’aggravante dei futili motivi, Morrone ha agito in preda ad un raptus violento di un momento. A questo punto proviamo a rispondere alla domanda più importante: perché Giulio Cesare Morrone non ha scontato nemmeno un giorno di galera per l’omicidio della moglie Teresa Bottega? Queste le motivazioni del giudice: «Bottega Teresa, pur se determinata da un comportamento non certo irreprensibile del coniuge sin dalle prime fasi del loro menage familiare, aveva iniziato un percorso di tossicodipendenza frequentando soggetti dediti all’uso di sostanze droganti arrivando a lasciare la propria abitazione. Solo grazie all’intervento di Morrone, Bottega era tornata dai familiari». Eppure la sorella della vittima non è ancora convinta di questa versione e sostiene che abbia architettato tutto per ottenere la prescrizione.

La mattina del 6 marzo Morrone doveva accompagnare a scuola la figlia, si accorse di non avere l’orologio e, anche se era molto tardi, tornò in casa a prenderlo e non lo trovò. Chiese a Teresa dove fosse ma la donna non seppe rispondere e si arrabbiò, tanto da stringerle le mani al collo. Il corpo di Teresa Bottega non è mai stato ritrovato, nemmeno dopo la confessione, dunque non è possibile stabilire se questa sia davvero la verità. La procura aveva chiesto 30 anni di reclusione, ma la corte d’appello negli scorsi giorni ha salvato nuovamente l’uxoricida.

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