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NewsDelitto Varani: Marco Prato innamorato di Manuel Foffo, interrogatorio sconvolgente

Delitto Varani: Marco Prato innamorato di Manuel Foffo, interrogatorio sconvolgente

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Marco Prato è stato ascoltato per cinque ore. Nel lungo interrogatorio ha ripercorso quanto accaduto nell’appartamento al Collatino e ha accusato Manuel Foffo di aver ucciso Varani. Lui è rimasto bloccato perché succube.

Marco Prato ha deciso di rompere il silenzio anche se le indagini sulla morte di Luca Varani sono state già chiuse. Forse si tratta dell’ultimo tentativo di cambiare le carte in tavola, come vi abbiamo raccontato infatti Marco Prato ha chiesto aiuto al padre per farlo uscire dal carcere invitandolo a contattare alcuni suoi amici politici. Oggi invece come riporta il Corriere della Sera, Marco Prato che aveva chiesto di essere interrogato ha detto ai giudici: «Ha fatto tutto Manuel Foffo, io non ho potuto impedirglielo perché ero anche stordito dalla droga e dall’alcol. Il suo è stato un raptus violento e io sono rimasto bloccato anche perché lo amo e sono succube della sua personalità».

Prato e Manuel Foffo sono accusati di omicidio premeditato e pluriaggravato, i due hanno torturato Luca Varani sino ad ucciderlo. La chiusura delle indagini precede il rinvio a giudizio degli imputati che, come prevede la legge, possono essere riascoltati per fornire nuovi dettagli. L’interrogatorio si è tenuto presso il carcere di Regina Coeli dove è detenuto Marco Prato ed è durato cinque ore. In questo lasso di tempo interminabile ha ripercorso quando accaduto quel giorno: «Avevo contattato io Varani perché con Manuel avevamo deciso di mettere in atto un gioco erotico e una violenza sessuale. È stato Foffo a somministrare a Luca l’Alcover in un cocktail, poi lo ha aggredito in modo violento. Io non ho reagito perché ho avuto paura anche per la mia incolumità. Manuel si è comportato in maniera assurda».

Sempre secondo Prato, Manuel Foffo voleva disfarsi del cadavere di Varani seppellendolo in un terreno al Circeo e gli aveva chiesto di andare ad acquistare una pala. Il trentenne sostiene inoltre che ha toccato le armi con cui è stata torturata la vittima solo per spostarli, Foffo gli aveva ordinato di pulire tutto, per questo c’è anche il suo Dna.

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