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NewsDelitto di via Roma, la moglie della vittima: “Ho paura, lui potrebbe farmi del male”

Delitto di via Roma, la moglie della vittima: “Ho paura, lui potrebbe farmi del male”

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carabinieri_arrestoTamila Khurtsidze ha deciso di parlare per la prima volta. A distanza di 3 mesi dall’omicidio del marito, la donna ha dichiarato di essere seriamente preoccupata

In un’intervista pubblicata da Iltirreno.gelocal.it, Tamila Khurtsidze ha confessato di aver paura di quell’uomo, Agostino Ceci, ex amante della donna, che forse 3 mesi fa ha avuto il coraggio di uccidere il marito: “Se come sostengono gli investigatori ha ammazzato mio marito significa che è pazzo. E uno così può fare qualsiasi cosa. Ecco perché ho paura per la mia vita, ho paura che mi faccia del male perché è uscito sul giornale che io ho aiutato la polizia ad incastrarlo”.

Tamila Khurtsidze ricorda quando il suo avvocato le ha detto che il presunto assassino del marito era tornato in libertà: “Mi ha chiamato al telefono la mattina dopo il mio avvocato. Per fortuna quando me lo ha detto avevo una sedia vicino a me, altrimenti sarei svenuta. All’inizio non ci credevo, poi ho solo pensato alle conseguenze. Alla mia incolumità. Da venerdì scorso ho paura, lui è vendicativo, non è equilibrato. Io non sapevo che qualche anno fa era stato condannato per aver bucato per ottanta volta le gomme dell’auto alla donna con la quale aveva una relazione. Credo che una persona che si comporta in questo modo sia capace di tutto”.

“In cinque anni non ha mai dato segnali di aggressività. Anzi. Si è sempre comportato come una brava persona. L’unico episodio chi mi ha dato da pensare risale a due anni fa quando sono tornata in Georgia per andare a trovare i miei figli. Lui per farmi uno sgarbo ha pubblicato su Facebook le nostro foto insieme. Ma quello che ha fatto a mio marito cambia tutto. Perché se ammazzi una persona innocente sei capace di fare di tutto. E io mi aspetto di tutto. Anche perché dalle indagini è venuto fuori che per un mese, dopo il delitto, è passato in auto dove lavoro. E quella non è una strada che lui percorre di solito e con quella frequenza”.

Tamila Khurtsidze ricorda il giorno dell’omicidio: “Ero a casa ad aspettarlo (il marito ndr.). Ci eravamo sentiti verso le 21,20. Io ero al lavoro e sono tornata a casa in bicicletta. Ricordo che faceva freddo. L’ho chiamato per dirgli che stavo tornando e lui mi ha risposto che era a casa di alcuni nostri amici georgiani. Ero contenta che fosse uscito. Da quando era arrivato in Italia aveva solo lavorato. Quindi ho pensato che un momento di svago gli potesse fare bene. Ecco perché gli ho detto di fare con calma. A quel punto ho acceso il computer, mi sono connessa, e ho iniziato a parlare su Skype con i miei figli. Alle 22 però ho iniziato a preoccuparmi perché non lo vedevo tornare. Ho preso il cellulare e ho cominciato a chiamarlo. Non so quante telefonate ho fatto, forse dieci, forse di più. Il telefono squillava ma lui non ha mai risposto. Poco dopo sono arrivate le ambulanze, ricordo il rumore delle sirene sotto casa. Dentro di me ho sentito come un brutto presagio. Per un attimo, quando hanno bussato alla porta, ho pensato che fosse Zviadi, ma lui le chiavi le aveva. Infatti era la polizia. All’inizio mi hanno solo detto che era successo qualcosa di molto grave…”

Ma perchè Agostino Ceci avrebbe dovuto uccidere il marito della sua ex amante? Secondo gli investigatori tutto sarebbe nato dalla decisione della donna di interrompere la relazione: “Mio marito è venuto in Italia a fine novembre per cercare di riallacciare il nostro matrimonio. Era quello che volevano anche i nostri figli. All’inizio però non ha funzionato. Addirittura a dicembre abbiamo litigato e io sono andata via di casa. Sono tornata, qualche settimana dopo per il bene dei nostri figli. E per lo stesso motivo ho deciso di interrompere definitivamente l’altra relazione”.

Adesso Tamila Khurtsidze chiede protezione: “Alla procura chiedo di potermi sentire al sicuro. E soprattutto di scoprire la vera faccia dell’assassino. Perché non è giusto ammazzare una persona innocente in quel modo”.

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