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Willy Branchi

Delitto di Willy Branchi, dopo 26 anni si riapre il caso?

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Il ragazzo venne trovato cadavere a Goro, in riva al Po, nel 1988 ucciso da alcuni colpi in testa. Oggi anche grazie alle testimonianze di un parroco la verità sembra più vicina

Willy Branchi

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Dopo 26 anni il caso dell’omicidio di Willy Branchi, il 18enne che venne trovato morto il 30 settembre del 1988 lungo l’argine del fiume Po di Goro, potrebbe clamorosamente riaprirsi e portare finalmente all’arresto dei colpevole.

Da una parte c’è l’esposto presentato in Procura a Ferrara dalòla famiglia del ragazzo. Dall’altra le ‘confessioni’ di don Tiziano Bruscagin che per moltissimi anni è stato parroco di Goro e ha conosciuto bene l’ambiente nel quale sembra essere maturato il delitto. Intervistato da diverse testate, locali e nazionali, il parroco ha ammesso di avere per le mani un nome, lo stesso che gli ha fatto l’avvocato della famiglia di Willy: “Quel nome girava e gira ancora oggi sulle bocche di tutti, in paese e l’hanno detto anche a me, all’epoca. Ma la verità è che a Goro sono omertosi e glielo dice uno che li conosce bene”.

Oggi don Tiziano si è spostato ma non per questo ha deciso di mollare: “Ho raccolto confidenze qua e là, certo, ma per favore non pensi anche lei alla storia del confessionale: non ho mai violato nessun segreto… L’avevo battezzato, quel ragazzo. I suoi meriterebbero di conoscere la verità”. Perché l’unica cosa certa è che Willy venne ucciso con alcuni colpi in testa. Ma ora ci sono anche i risultati delle indagini portate avanti da un investigatore privato pagato dalla famiglia e che hanno portato all’esposto presentato a Ferrara, adesso sotto esame da parte del procuratore capo, Bruno Cherchi.

L’avvocato della famiglia Branchi è convinto che ci sia elementi essenziali, ma già allora giravano voci di alcuni incontri omosessuali aio quali Willy avrebbe partecipato, salvo poi ribellarsi ai suoi aguzzini minacciando di denunciarli. E oggi forse la verità potrebbe essere davvero vicina.

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