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Delitti ItalianiDelitto Yara Gambirasio, Bossetti sceglie il silenzio, i legali “tortura psicologica”

Delitto Yara Gambirasio, Bossetti sceglie il silenzio, i legali “tortura psicologica”

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Delitto Yara di fronte all’ennesimo interrogatorio, l’unico sospettato sta zitto. I suoi legali accusano: “Siamo al limite della tortura psicologica perché confessi”

delitto yaraIl sesto interrogatorio di Massimo Giuseppe Bossetti, unico indagato per il delitto di Yara Gambirasio, si è concluso con un nulla di fatto perché il muratore bergamasco ha deciso di non rispondere. I motivi della scelta sono stati spiegati dai suoi difensori, decisamente arrabbiati: “A fronte di un atteggiamento inaccettabile dalla procura, il signor Bassetti ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere”.

I legali lamentano un atteggiamento quasi inquisitorio da parte della Procura: “Al signor Bossetti è stato rifiutato di vedere il proprio consulente criminologo Ezio Denti‘ e sono state fatte inaccettabili pressioni per farlo confessare, anche da coloro a cui è affidata la sua custodia”. Proprio tutti, compreso “il prete del carcere”.

Gli avvocati si sentono accerchiati e non accettano l’assioma secondo il quale Bossetti debba essere per forza colpevole: “Siamo tornati al processo inquisitorio, con uno sbilanciamento del tutto a favore dell’accusa, mentre la difesa ha anche difficoltà ad avere alcuni atti. Ci troviamo al limite della tortura psicologica e a pressioni inaccettabili perché il nostro assistito confessi. Ma lui non ha nulla da confessare”.

Accuse che però come è anche logico immaginare il procuratore capo della Repubblica di Bergamo, Francesco Dettori, respinge al mittente: “Garantisco la correttezza e l’operato della Procura. Cerchiamo riscontri alle indagini e non sottovalutiamo elementi eventualmente a favore dell’indagato”.

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