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Delitto Yara Gambirasio: le strane ricerche di Massimo Bossetti, ma la Bruzzone invita a non creare il mostro

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I consulenti informatici della Procura hanno presentato i risultati delle perizie effettuate sul computer di Massimo Bossetti, unico imputato nel processo per la morte di Yara Gambirasio. Eppure la criminologa Roberta Bruzzone invita ad essere prudenti e a non cercare a tutti i costi un mostro, perché c’è ancora tanto da dimostrare.

BossettiMercoledì si terrà una nuova udienza del processo Yara Gambirasio, in aula sono attese le testimonianze di Ester Arzuffi e Marita Comi, rispettivamente la madre e la moglie di Massimo Bossetti. Mentre continua lo scontro ttra accusa e difesa a colpi di DNA, Ester continua a dire che Massimo non è figlio dell’autista Giuseppe Guerinoni, pur non avendo mai negato di aver intrattenuto una relazione con lo stesso, deceduto nel 1999. Marita invece tra un’intervista televisiva e l’altra, cerca la verità, e la pretende dal marito, il padre dei suoi tre figli.

Negli ultimi tempi non sono mancati i colpi di scena, l’ultimo riguarda la rinuncia del mandato da parte dei consulenti informatici della difesa, che hanno fatto presente una certa incompatibilità con il loro incarico e quelli dell’autorità giudiziaria. Camporini, il legale del muratore di Mapello, ha fatto presente che essendo stato assunto in precedenza, c’è un dovere di mandato e che occorrono ragioni valide. Questa decisione improvvisa ha impedito ai difensori di procedere al controesame della Procura chiesto dalla pm, con l’esame del materiale trovato nei dispositivi informatici sequestrato a casa di Bossetti. I carabinieri del Racis hanno elencato tutte le ricerche: tredicenni per sesso”, “ragazzine”. E ancora “Fatti di cronaca nera in merito a rapimenti e violenza sessuale su minore” e un video su YouTube Come rimorchiare una ragazza in palestra”, così come svelato da Panorama. Non vi è la certezza che sia stato proprio Massimo Bossetti a fare quelle ricerche, però nel silenzio tombale dell’aula nessuno ha fiatato.

Roberta Bruzzone, in un’intervista a Io Donna ha detto: «Al momento le accuse contro Giuseppe Bossetti, presunto killer, della piccola Gambirasio, posano su una traccia esigua». La nota criminologa forense è intervenuta sul DNA, sostenendo che non basta nemmeno una traccia biologica a fare un colpevole”. «Al momento le accuse contro Bossetti poggiano solo su questo e – prosegue la Bruzzone – non è chiara la dinamica esatta dell’omicidio, perciò non mi sembra un impianto abbastanza solido». L’imputato intanto è atteso in aula per il 4 marzo, per fornire la sua versione dei fatti.

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