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Delitti ItalianiDelitto Yara Gambirasio, mancano movente e gli indizi non lo inchiodano: “liberare subito Bossetti”
Delitto Yara Gambirasio

Delitto Yara Gambirasio, mancano movente e gli indizi non lo inchiodano: “liberare subito Bossetti”

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Delitto Yara Gambirasio oggi i legali del muratore arrestato per il delitto di Yara Gambirasio chiederanno la scarcerazione al Tribunale della Libertà

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E’ molto dettagliata la richiesta che gli avvocati Claudio Salvagni e Silvia Gazzetti, i legali di Massimo Giuseppe Bossetti discuteranno oggi davanti al Tribunale della Libertà di Brescia, competente territorialmente, per chiedere la scarcerazione del loro assistito.

Da una parte loro, dall’altra il pm Letizia Ruggeri che ha seguito il caso di Yara Gambirasio sin dall’inizio. E in mezzo il presunto colpevole, che però secondo i difensori deve stare fuori per tutta una serie di motivi, a cominciare dalla prova regina collegata al suo Dna. Secondo Salvagni e Gazzetti infatti il Ris nella sua dettagliata relazione ha affermato che non è possibile diagnosticare con certezza la natura della traccia trovata sugli slip e sui leggings della vittima, perché questa risulta degradata e il test ematico potrebbe essere risultato positivo solo perché la traccia è mista al sangue della vittima. Quindi in base a cosa si può sostenere che l’assassino della tredicenne si sia ferito? Ecco perché il test andrebbe ripetuto, cominciando dall’estrazione della traccia di nuovo dagli indumenti della vittima.

Quanto ai cellulari che inchioderebbero Bossetti, non sarebbe stata esaminata una relazione della Vodafone che sposta alle 18.55 e non alle 18.49 l’ultimo messaggio ricevuto da Yara la sera del delitto e lo colloca nella cella di Brembate Sopra, non di Mapello. Quindi se l’uomo carpentiere ha agganciato la cella di Mapello alle 17.45, un’ora dopo poteva essere decisamente da un’altra parte. E ancora, il fratellino di Yara ha parlato dell’uomo che secondo lui aveva seguito la sorella descrivendolo con la barba e cicciottello, profilo che non corrisponde a Bossetti. Inoltre ci sono risultanze dubbie nei rilevamenti autoptici sulla calce rinvenuta sulle ferite inferte alla piccola Yara e che quindi non potrebbero essere associate al muratore bergamasco.

Al momento non è ancora emerso un movente, Bossetti non ha un profilo della personalità tale da far emergere un carattere violento, non è mai scappato anche quando alla madre è stato prelevato il Dna e i pericolo di reiterazione del reato non esiste. Per tutto questo i difensori chiedono di rimetterlo in libertà, ma toccherà ad un giudice decidere.

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