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Delitti ItalianiDomenico Gabriele: Confermate le condanne all’ergastolo

Domenico Gabriele: Confermate le condanne all’ergastolo

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Si conclude il processo per l’omicidio di Domenico Gabriele detto Dodò, il ragazzino di appena 11 anni ucciso per sbaglio

Il 20 Settembre del 2009  Domenico Gabriele, il ragazzino di 11 anni colpito alla testa da colpi di pistola mentre giocava a calcetto con gli amici, si spegneva a Crotone dopo 3 mesi di coma. Un ragazzino morto per sbaglio poichè coinvolto suo malgrado in storie di ‘ndrine e regolamenti di conto per droga ed estorsioni.

Domenico GabrieleAccogliendo le richieste del giudice, la Corte d’Assise ha confermato le condanne all’ergastolo per i due esecutori materiali, Andrea Tornicchio e Vincenzo Dattolo. I sicari dovevano colpire Gabriele Marrazzo, esponente emergente della malavita locale, anche lui a giocare a calcetto con il povero Gabriele in quella sera di Maggio. Domenico fu solo ferito insieme ad altre 10 persone. Fu una vera e propria strage, una storia che colpì tutta l’Italia e che mostrò a tutti il piccolo centro di Canneto, in provincia di Crotone, un paesino anonimo straziato dall’omertà della malavita. Colpirono le immagini del padre di Domenico, Giovanni, operaio saltuario che doveva fare i conti con la disoccupazione dilagante. “Se muore un bambino al sud non impressiona nessuno”, furono queste le sue parole nel richiamare le autorità e la popolazione al senso di Stato, richiedendo giustizia per quel figlio morto.

Un lungo calvario per la famiglia di Domenico, prima in coma all’Ospedale di Crotone, poi a Catanzaro e infine il ritorno a Crotone, quando ormai la situazione clinica del piccolo non era più recuperabile. Incastrati da intercettazioni ambientali, i due esecutori furono fermati nel Aprile del 2010 e dopo un primo rinvio a giudizio, sono stati condannati il 9 Agosto 2012, dopo 2 anni dall’inizio del processo. Una giustizia che sicuramente non restituisce Domenico ai suoi cari, una triste storia di malavita che ha segnato non solo la piccola cittadina di Crotone, ma l’Italia tutta.

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