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Duplice omicidio di Campi Salentina, Mino Perrino capace di intendere e volere

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Sviluppi nel processo sul duplice omicidio di Campi Salentina in cui, il 12 marzo 2013, rimasero uccisi Luca Greco e Massimiliano Marino, di 38 e 34 anni

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L’artefice materiale del delitto, il 39 enne Mino Perrino, ha scelto il rito abbreviato, ottenendo anche la perizia psichiatrica per stabilire la sua volontà di intendere e di volere. La perizia, affidata all’esperto Domenico Suma, ha evidenziato che al momento del delitto Mino Perrino era perfettamente in grado di intendere e di volere. Un uomo violento e impulsivo, ma non geloso e nelle sue piene facoltà mentali.

Il legale dell’imputato, Francesco Tobia Caputo, non è d’accordo con il referto dello specialista Suma e sostiene che il suo assistito avrebbe compiuto il duplice omicidio proprio a causa dell’enorme gelosia che provocherebbe un’alterazione della sua capacità di intendere e volere. Tuttavia, il gup Vincenzo Brancato ha rigettato la richiesta di un nuovo esame psichiatrico, giudicando attendibile quello fornito dall’accusa.

Per il 9 dicembre è stata fissata la penultima udienza, durante la quale Giuseppe Capoccia, il pubblico ministero incaricato del caso, pronuncerà la requisitoria finale alla quale seguirà il verdetto atteso per il 10 dicembre. Oltre a Mino Perrino, altri due uomini sono imputati  per la morte di Luca Greco e Massimiliano Marino: Francesco Cippone, anche lui sottoposto al rito abbreviato, e Franz Occhineri, che sarà rinviato a giudizio.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Marino avrebbe rivolto apprezzamenti a sfondo erotico sulla moglie di Perrino e Greco, oltre ad essere cugino di Perrino, era anche un testimone scomodo dell’acredine tra Perrino e Marino. Per questo l’omicida, con l’aiuto dei due complici, avrebbero ucciso con una pistola e un coltello serramanico le due vittime.
I legali dei complici di Perrino sostengono, invece, che i due uomini avrebbero partecipato solamente all’occultamento dei cadaveri. L’unica zona d’ombra, per ora, è la modalità precisa con cui sono stati freddati Marino e Greco, sulla quale tenterà di far luce il pubblico ministero prima della sua arringa finale.

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