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Delitti ItalianiEder Dominguez uccise a Como il padre, in appello pena ridotta a otto anni

Eder Dominguez uccise a Como il padre, in appello pena ridotta a otto anni

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Nel febbraio 2013 un giovane peruviano in provincia di Como uccise il padre al termine di una lite. Ora gli sono state riconosciute le attenuanti generiche

pena ridottaUn anno fa uccise il padre con una coltellata al petto, ma ora in appello la condanna è stata ridotta da dieci a otto anni grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche. Protagonisti della vicenda due peruviani, il giovane Eder Jhonny Cutipa Dominguez e Manuel Ramirez Dominguez, all’epoca 50enne.

Quel giorno (era il febbraio 2013) i due erano stati a Milano a comprare un biglietto aereo per il Perù perché nonostante il figlio avesse voluto a tutti i costi riunire la famiglia in Italia, suo padre non si trovava bene ed era intenzionato a far rientro in patria. Così la sera, nella casa di Lurago Marinone, era scoppiata una violenta lite al termine della quale era partita la coltellata mortale. Delitto non premeditato, dunque, e ora l’ha riconosciuto l’appello.

All’epoca Eder si era giustificato dicendo che il padre lo riteneva un nullafacente, ma che nonostante tutto non avrebbe voluto arrivare al punto di ucciderlo visto che aveva fatto di tutto per riunirsi a lui in Italia. I suoi legali hanno lavorato anche su questo in fase d’appello, come ha spiegato l’avvocato Renato Papa: “La Corte ha accolto i motivi dell’Appello e ha riconosciuto le attenuanti generiche, motivate dai trascorsi di questo giovane che era stato abbandonato dal padre in tenera età e si è comunque impegnato a riunire la famiglia. È molto sofferente per aver causato la morte del padre. Era comunque soddisfatto perché la sentenza è una conferma del fatto che lui, in questa vicenda dolorosissima, ha tanti motivi per essere compreso”.

Il colpevole resta rinchiuso nel carcere di Como, mentre a casa lo stanno attendendo la madre, la sorella ma anche la compagna, con il loro figlioletto. Ora è possibile un nuovo ricorso in Cassazione, sempre da parte della difesa, anche se bisognerà attendere il deposito della sentenza e le sue motivazioni.

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