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Elena Ceste, annegata e morta di freddo: la nuova perizia della difesa

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elena-cesteMichele Buoninconti, marito di Elena Ceste, è stato condannato a 30 anni di reclusione per aver ucciso la moglie e per aver occultato il cadavere. Nonostante la condanna, l’uomo continua a dichiararsi innocente e ad aiutarlo in questa difficile battaglia ci pensano i suoi difensori

La sentenza dei giudici è stata nuovamente messa in dubbio dal medico legale della difesa, Lorenzo Varetto, secondo il quale Elena Ceste morì per annegamento o per il freddo. Per poterlo dimostrare, si legge nel settimanale Giallo, gli avvocati vorrebbero far riesumare la salma e chiedere un riesame di tutte le prove.

Secondo gli avvocati di Buoninconti, nel corso delle prime analisi non sarebbe stata evidenziata una frattura che potrebbe cambiare le carte in tavola. Questi ultimi inoltre, insistono sulla morte per assideramento: “L’assideramento in assenza di vestiti può essere rapido. Soprattutto se la donna è caduta in acqua. La capacità dell’acqua di abbassare la temperature corporea è 25 volte maggiore rispetto all’aria”.

Ma come è possibile che Elena Ceste sia morta annegata in pochi centimetri di acqua? A spiegarlo è il medico legale: “Non mi dilungo sul fatto che sono ben noti i casi di persone che annegano in un palmo d’acqua per aver perduto conoscenza. Faccio invece riferimento alla letteratura scientifica: su 156 casi di morti per annegamento, 38 sono avvenuti in vasca da bagno. E’ una percentuale assai rilevante. I due consulenti dell’accusa, Romanazzi e Gugliuzza, ritengono poco probabile o addirittura escludono la possibilità di un annegamento suicidario sulla base di una cattiva lettura della letteratura medico – legale”.

Per la difesa la mattina della scomparsa Elena Ceste era in uno stato psicotico alterato, cosa che però è stata confermata soltanto dal marito. Per i figli della vittima infatti, la mamma era quella di sempre.

La difesa dunque, punta tutto sull’ipotesi del gesto estremo, cosa a cui i giudici non credono affatto.

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