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Elena Ceste, arrivano conferme riguardo la ricostruzione dei fatti

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elena cesteLa ricostruzione dei fatti eseguita dagli inquirenti per il giorno della misteriosa scomparsa di Elena Ceste avvenuta il 24 gennaio 2014 ha ottenuto ulteriori conferme

Tra le persone convocate dalla Procura per essere ascoltate nuovamente c’era anche la vicina di casa di Elena Ceste, alla quale si era rivolto Michele Buoninconti, marito della donna scomparsa, uscito di casa poco dopo le 8,10 dello stesso giorno della sparizione, per chiederle se avesse visto la moglie quella mattina.

La testimone avrebbe confermato tutti gli orari già detti fin dal primo giorno: Michele sarebbe rientrato a casa verso le 8,45, e non alle 8,35 come l’uomo ha più volte affermato, e si sarebbe recato presso l’abitazione dei vicini alle ore 9,30 dicendo di aver ritrovato gli occhiali della donna che lui stesso ha sempre detto di aver trovato alle ore 12,00.

Dalle analisi del computer di Elena Ceste che al momento è ancora nelle mani degli investigatori, non si è trovata alcuna traccia compromettente. Il marito riguardo il pc aveva invece dichiarato: “Io ho trovato Messaggi compromettenti sul computer, mentre andavo a scula io ho incrociato la macchina che andava via. Me l’hanno portata via io non ho dubbi. Io conosco questa persona e so che se l’è portata. Io ho chiesto a questa persona perchè ha madnato 7-8 messaggi a mia moglie. Elena è sempre stata una brava casalinga e una brava mamma. Mia moglie non sopportava questa persona. Forse le hanno raccontato qualcosa di strano, le hanno detto qualcosa di strano, dei ricatti. Elena mi aveva chiesto di proteggerla. Io non ce la faccio più a parlare”.

Il marito di Elena Ceste continua ad accusare un uomo che avrebbe ricattato la donna con un video girato con il suo presunto amante, ma quest’ultimo si è sempre difeso: “Non sono indagato, ma questi sospetti mi stanno tormentando. Non c’entro con la scomparsa di Elena Ceste e non capisco perché il marito continui ad accusarmi e ad insinuare sospetti. La mattina del 24 gennaio, giorno della scomparsa, ero al lavoro e la mia Golf grigia era regolarmente parcheggiata nel cantiere. Non capisco come quella mattina, Michele abbia potuto vedere la mia macchina posteggiata vicino a casa sua. È una bugia. Io ho offerto più volte il mio aiuto, da quel giorno, nel caso vi fosse stato bisogno”.

Intanto si continuano a cercare tracce della donna anche nel suo cellulare che quel giorno era stato lasciato a casa insieme al denaro e ai documenti dopo l’esito negativo arrivato anche per le ricerche lungo il Tanaro.

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