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Cold CaseElisa Lam, la studentessa trovata nella cisterna del Cecil Hotel

Elisa Lam, la studentessa trovata nella cisterna del Cecil Hotel

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Elisa Lam è una studentessa che vive a Vancouver in Canada. Decide di fare una vacanza in California, è molto felice. Qualcosa però va storto durante il tour, viene trovata annegata in una cisterna del Cecil Hotel. Di recente il video con le ultime immagini della ragazza in preda al panico in ascensore è diventato virale, ma resta ancora un cold case.

Elisa Lam aveva 21 anni, era molto felice per il viaggio in California, lo aveva scritto anche sul suo blog. A Los Angeles si perdono le sue tracce e viene ritrovata morta. Il cold case della studentessa è stato raccontato anche nella serie tv “Le regole del delitto perfetto”, solo che i poliziotti arrivavano alla soluzione. La morte di Elisa Lam è avvolta ancora oggi nel mistero: è stata assassinata? Si è suicidata? Oppure sono stati i fantasmi del Cecil Hotel a causarne la morte? Elisa Lam viveva a Vancouver, i genitori erano originari di Hong Kong, si erano trasferiti in Canada e avevano avviato un ristorante di successo. La giovane studentessa era appassionata di internet, aveva aperto un blog personale nel 2010, solo un anno prima della sua scomparsa (nel 2012) scriveva una citazione di Chuck Palahniuk: «Sei sempre ossessionato dall’idea che stai sprecando la tua vita». Era il suo motto personale, forse quello che l’aveva spinta a prendere la decisione di lasciare la sua casa per partire per il “West Coast Tour”, tra le tappe San Diego, Los Angeles, Santa Cruz e San Francisco. Elisa non è mai arrivata alla fine del viaggio, si è fermata alla seconda tappa. Il 26 gennaio 2013 è arrivata al Cecil Hotel da dove sarebbe dovuta ripartite il 31. I genitori non avendo sue notizie si sono preoccupati e hanno cercato di mettersi in contatto con Elisa, poi hanno chiamato la polizia e sono volati a Los Angeles per iniziare le ricerche. La studentessa è stata vista per l’ultima volta il 29 gennaio, a riferirlo è la direttrice del Cecil Hotel che ha dovuto far cambiare stanza alla ragazza, spostandola in quella all’ultimo piano, perché gli ospiti si erano lamentati del suo comportamento strano.

La notizia della scomparsa di Elisa Lam viene data il 6 febbraio 2013, quando ormai la polizia aveva perquisito lo stabile e i cani non avevano fiutato le sue tracce. Vengono diffusi i volantini con la sua foto, la titolare di una libreria la riconosce e dice che è stata da lei proprio il giorno della scomparsa, era una ragazza solare e cercava regali per amici e parenti. Il 14 febbraio però arriva la svolta, il video di Elisa Lam in preda al panico nell’ascensore viene reso pubblico. Era il 1° febbraio. Schiaccia alcuni tasti, la porta non si chiude, guarda nel corridoio, poi si nasconde. Due minuti interminabili, in cui la Lam sembra che parli con qualcuno, poi le telecamere riprendono la porta che si chiude e si apre ad un altro piano ma Elisa è sparita. Il Cecil Hotel è un luogo ben noto per fatti sinistri e inspiegabili. Costruito negli anni ‘20 per gli uomini d’affari e i turisti è situato in uno dei quartieri più strani, il “Skid Row”, abitato dagli ultimi della società. Le stanze sono 600 circa, molte delle quali residence o ostello. Tra i delitti più celebri che si sono consumati nel lussuoso stabile, quello di “Dalia Nera”, l’attrice Elizabeth Ann Short, tagliata in due da un assassino nel 1947; qui hanno trovato rifugio anche due serial killer, Ricardo Ramirez (Night Stalker) e Jack Unterweger (lo strangolatore di Vienna); nel 1962 George Giannini è stato rimasto schiacciato dal corpo della suicida Pauline Otton volata già dal nono piano.

Il 19 febbraio 2013 i clienti del Cecil Hotel si lamentano del colore e dell’odore dell’acqua che esce dai rubinetti. L’addetto alla manutenzione sale al 15° piano, una zona interdetta al pubblico e a cui si accede solo disinserendo il codice dell’allarme, controlla le quattro cisterne, e in una c’era il corpo di Elisa Lam che galleggiava. La polizia aveva già controllato sul tetto ma nessuno aveva esaminato le cisterne. Dopo quattro mesi arrivano i risultati dell’autopsia, Elisa Lam non aveva assunto droghe, anche se nel video con le ultime immagini poteva sembrare che fosse sotto effetto di qualche sostanza. Il medico parla di annegamento accidentale provocato dal bipolarismo e dalla depressione. La sorella dice che prendeva sempre i suoi farmaci. Il caso viene chiuso ma nessuno dice come abbia fatto Elisa a superare i controlli e salire sul tetto e soprattutto era troppo esile per sollevare il coperchio della cisterna e chiudersi dentro. La studentessa inoltre era completamente nuda. La famiglia non crede al suicidio e ha denunciato il Cecil Hotel per omissione di soccorso.

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