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NewsElisa Sclerandi chiede il ritorno del figlio che da 3 mesi vive in una comunità

Elisa Sclerandi chiede il ritorno del figlio che da 3 mesi vive in una comunità

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Una confortevole casa con giardino situata alla provincia di Asti. E al secondo piano, nella stessa stanza, un bimbo condivideva la sua cameretta con il fratellino. Qui Tato (chiamato in questo modo per rispettare la sua privacy) aveva tutto: le coccole della mamma, i suoi giochi e un cagnolino con cui divertirsi

elisa-sclerandiMa  gli insanabili contrasti tra i suoi genitori si sono protratti nel tempo, e nonostante la loro separazione risalga a ben 7 anni fa, non sono ancora riusciti  a trovare il giusto equilibrio nel rispetto del loro bambino.

Elisa non ha neanche 20 anni, e lavora in un supermercato quando conosce un giovane più grande di lei. Si innamorano e vanno a vivere insieme. Poco dopo nasce Tato. La convivenza, ben presto, diventa insopportabile: è il mese di settembre del 2007, quando Elisa fa le valigie e torna a casa dai suoi genitori insieme al figlio di un anno. Il suo ex, però, non digerisce la situazione.

Fa ricorso alle autorità, e ogni volta che se ne presenta l’occasione si rivolge nuovamente a loro. Dopo qualche anno, di fronte ai conflitti insanabili dei due genitori, in una consulenza richiesta dal tribunale dei minori di Torino, si avanza l’ipotesi di affidare Tato alle cure di una comunità. Ed Elisa pare che ce la metta tutta pur di scongiurare la separazione dal proprio figlio che, intanto, ha raggiunto il quinto anno di età.

Nel frattempo si presenta un giovane corteggiatore: Elisa se ne innamora, e decide di affrontare i rischi di una nuova convivenza. Il nuovo arrivato è accolto in modo positivo anche da Tato che decide di chiamarlo papà. Elisa nel 2012 da alla luce un altro bambino, e Tato (dopo un breve rifiuto) accetta il neonato.

Pare che per Elisa stia iniziando un periodo di relativa serenità: ha un compagno  che la rispetta, due bambini che la adorano e un lavoro.Un giorno, in attesa che la mamma rientri dal lavoro, il bambino propone di fare un disegno che, oggi, è ancora appeso in casa. Un disegno pieno di amore verso il genitore.

Il difficile rapporto tra i due genitori fa in modo che Tato sia l’unico a pagare per colpe che non ha mai avuto, o commesso. Nel 2013 il Tribunale per i minori di Torino ha dichiarato che i continui, e duri, scontri tra i genitori (che vogliono ognuno l’affidamento esclusivo di Tato) non portano che ad un’unica soluzione: il bambino viene condotto in una comunità.

Dopo 3 mesi, però, Elisa non ha ancora speranze di riabbracciare il suo amato bambino. E questo, senza un perchè: nessuno,infatti, le dice come dovrebbe comportarsi per riavere il suo bambino. Questo sarà il primo natale senza il suo amato Tato.

 (Fonte Chi L’Ha Visto)

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