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NewsEloise, morta a 21 anni per delle pillole dimagranti: contenevano Dnp

Eloise, morta a 21 anni per delle pillole dimagranti: contenevano Dnp

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eloiseEloise Parry, studentessa 21enne di Shrewsbury, è morta dopo aver assunto delle letali pillole dimagranti. Per la triste vicenda è stata aperta un’inchiesta

La voglia di essere magra, forse per apparire a sè stessa più bella o per poter entrare in quei jeans troppo stretti, si è trasformata in una tragedia. Il desiderio di perdere qualche chilo in più ha portato Eloise ad acquistare online una confezione di pillole che promettevano un dimagrimento veloce ma che non avevano accennato alla morte.

La 21enne dopo aver assunto alcune pillole all’ora di pranzo è morta atrocemente perchè il suo corpo si è bruciato dall’interno a causa dell’alto tasso di Dinitrofenolo (Dnp) presente in quelle maledette e mortali pastiglie.

Dopo essersi sentita male Eloise si è diretta ancora cosciente al Royal Shrewsbury Hospital. I medici hanno eseguito un test di tossicità e la situazione è apparsa immediatamente più grave di quanto potesse sembrare perchè contro il Dnp non esiste alcun antidoto.

Quelle pillole avevano fatto in modo di accelerare in modo disumano il metabolismo della giovane che ha cominciato a surriscaldarsi. La fine di Eloise era segnata e dopo tre ore di sofferenza è purtroppo deceduta.

Secondo quanto riportato dal Messaggero, la mamma della vittima ha voluto ricordare a tutti di non acquistare mai e poi mai farmaci contententi il Dnp: “Non sapevo che Eloise avesse acquistato quelle compresse su Internet. La gente non sa che il Dnp non è una pillola dimagrante miracolosa: è una tossina mortale. È simile nella struttura al trinitrotoluene, noto come tritolo. Così come il Tnt è un esplosivo, il Dnp porta il metabolismo a funzionare a livelli esplosivi, con conseguenze potenzialmente fatali: è altamente tossico, non è idoneo al consumo umano. Come se tutto questo non bastasse, mia figlia ha ingerito un numero di pillole superiore a quanto raccomandato sulla confezione: non aveva la minima idea di quanto fossero pericolose. Come tanti di noi avrà pensato: “Se una compressa funziona, una o due in più non potranno far male”. Quando siamo andate in ospedale lei era lucida, ha guidato lei stessa la macchina. Sembrava che non ci fosse un grande pericolo. Solo quando è arrivato il responso dei test si è capito quanto grave fosse la situazione. Ormai il farmaco era penetrato nell’organismo e lei aveva preso una dose letale. I medici hanno fatto tutto quello che era possibile, ma non c’era più nulla da fare: mia figlia era stata letteralmente “bruciata” internamente”.

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