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NewsEmanuela Difonzo, neonata morta Bari: non è malasanità, arrestato il padre per omicidio

Emanuela Difonzo, neonata morta Bari: non è malasanità, arrestato il padre per omicidio

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Giuseppe Difonzo è stato arrestato per l’omicidio della figlioletta Emanuela, morta 9 mesi fa a Bari. Aveva solo 3 mesi di vita. Ad incastrarlo la testimonianza di un piccolo paziente. L’uomo soffre di un raro disturbo mentale.

giuseppe-difonzoUn omicidio era stato trasformato in un caso di malasanità. È successo a Bari dove un uomo è stato arrestato per la morte della sua bambina Emanuela, di soli tre mesi. Giuseppe Difonzo sarebbe affetto da un grave disturbo mentale, per lui la figlia era “qualcosa da sopprimere”. Il caso è stato ricostruito dal settimanale Giallo e ha dei contorni inquietanti perché il padre della neonata aveva accusato i medici della sua morte e voleva ottenere un risarcimento. Ad incastrarlo è stato un piccolo paziente che ha raccontato di aver visto l’uomo che soffocava la figlia.

Giuseppe Difonzo, 29 anni, è di Altamura, in provincia di Bari. L’accusa è di omicidio volontario premeditato. I fatti si sono svolti nella notte tra il 12 e 13 febbraio 2016 nel reparto di pediatria dell’ospedale del capoluogo pugliese. Le indagini sono durate nove mesi e i carabinieri di Bari hanno lavorato con i colleghi di Altamura. Difonzo quando è stato raggiunto dal provvedimento era già in carcere per violenza sessuale ad una ragazzina figlia di amici di famiglia.

L’uomo negli ultimi 4 anni era stato ricoverato 28 volte per i giudici le circostanze in cui sarebbe maturato l’omicidio sono da ricondurre proprio ai suoi problemi mentali. Difonzo è affetto dalla “Sindrome di Munchhausen per procura”, un disturbo che spinge a procurarsi dolore e fare del male per attirare l’attenzione. La madre dell’assassino ha raccontato che ogni tanto diceva che aveva tentato il suicidio ma quando si recavano al pronto soccorso, scoprivano che non era vero. Dopo la nascita della piccola Emanuela il disturbo si era aggravato e quando la compagna era assente si avventava sul suo corpicino tentanto di soffocarla. La neonata era stata ricoverata altre volte e ha trascorso più giorni in ospedale che a casa.

I medici avevano già informato il Tribunale dei Minori circa la possibilità che la piccola venisse maltrattata e i giudici avevano disposto l’affidamento della bambina ad una comunità. In seguito gli assistenti sociali avevano presentato una relazione con cui era stato revocato il provvedimento. Appena è tornata a casa Emanuela è stata maltrattata ancora dal padre, l’ultimo ricovero le è stato fatale. Il piccolo paziente che era nella sua stanza ha mimato anche i gesti dell’uomo. Ma non finisce qui, dopo l’omicidio Difonzo ha mentito a parenti e amici per ottenere donazioni, ha persino chiesto di parlare con il Papa. La verità però è venuta a galla.

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