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NewsEmanuela Orlandi e Mirella Gregori, cold case italiani: la magistratura ha archiviato le inchieste
Emanuela Orlandi

Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, cold case italiani: la magistratura ha archiviato le inchieste

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La magistratura romana ha archiviato i casi delle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori sparite il 22 giugno e il 7 maggio del 1983. Il gip ha respinto le richieste avanzate dai familiari. Cadono le accuse per i 6 indagati.

emanuela orlandi_2Si allunga la lista dei cold case italiani archiviati. Questo pomeriggio è arrivata la notizia che nessuno si aspettava: i casi delle sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, sono stati archiviati. Nell’inchiesta per concorso in omicidio e sequestro di persona, erano indagate 6 persone: l’ex rettore della basilica di Sant’Apollinare, dove è stato sepolto per molti anni De Pedis, boss della Banda della Magliana, Sabrina Minardi, la sua compagna, considerata testimone chiave, Sergio Virtù, autista del boss, Angelo Cassani, Gianfranco Cerboni e Marco Acetti. Per la procura l’approfondimento delle indagini non ha fatto emergere elementi per rinviare a giudizio gli indagati. La Squadra mobile di Roma e i magistrati hanno lavorato a lungo per ascoltare le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia e dai testimoni, per verificare scritti anonimi e inchieste condotte da giornalisti.

Emanuela Orlandi e Mirella Gregori non si conoscevano, l’unica cosa che avevano in comune era l’età al momento della scomparsa: 15 anni. Mirella è sparita dopo aver incontrato una persona sconosciuta. L’organizzazione turca di estrema destra, i Lupi Grigi, ha affermato con una serie di comunicati di avere le giovani ragazze in custodia, ma le indagini portarono in un vicolo cieco. Mirella Gregori era la figlia di un barista e se non fosse scomparsa qualche tempo prima di Emanuela Orlandi, sarebbe finita anche lei nell’anagrafe dei dispersi. La Orlandi era una cittadina del Vaticano e il padre era un commesso della Prefettura della Casa Pontificia.

Il caso della scomparsa di Emanuela Orlandi è uno dei più controversi dell’ultimo trentennio italiano perché è stato scoperto che vari organi sono coinvolti a vario titolo, ma mancano le prove schiaccianti. Nel 2006, la procura di Roma decise di aprire un nuovo fascicolo, dopo le dichiarazioni della compagna di De Pedis, secondo cui il rapimento venne ordinato dal presidente dello Ior, Paul Marcinkus. Questa ricostruzione venne confermata da Antonio Mancini, specificando che si trattava di un’azione dimostrativa. Il fratello di Emanuela Orlandi, Pietro, ha annunciato che intende valutare con i legali cosa fare e non è escluso il ricorso in Cassazione. L’uomo ha chiesto l’intervento di Papa Francesco per aiutarlo nella ricerca della verità.

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