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Ermanno Lavorini: Uno degli omicidi più chiacchierati del dopoguerra

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Ermanno Lavorini aveva 12 anni quando fu rapito e ucciso. Una storia fatta di depistaggi e accuse infondate di cui se ne è parlato per mesi.

La storia di Ermanno Lavorini è una di quelle che ha destato più scalpore in Italia da dopoguerra ad oggi. La sparizione prima, le lunghe ricerche del suo cadavere e il ritrovamento del suo corpo senza vita poi, attirarono l’attenzione di tv, radio, giornali.

Ermanno Lavorini aveva 12 anni e viveva a Viareggio quando il 31 Gennaio 1969 scomparve. La sua famiglia di ceto modesto ricevette una richiesta di riscatto lo stesso giorno del rapimento.

Nonostante la massiccia campagna d’informazione attuata dai mezzi di stampa dopo oltre un mese di indagini, la polizia brancola ancora nel buio, nessuno sa che fine abbia fatto Ermanno Lavorini sino al fatidico giorno del 9 Marzo 1969 quando nella pineta di Marina di Vecchiano, sotto la sabbia, un cane trova il cadavere sepolto del giovane ragazzo.

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prima ipotesi che si fa è che l’omicidio sia stato effettuato nel campo della violenza omo-sessuale visto che la zona del ritrovo è frequentata da gay.

Il 19 aprile avviene la prima svolta nelle indagini: alcuni ragazzi accusano di omicidio un quarantenne della zona, Adolfo Meciani.

Secondo l’accusa Meciani aveva ucciso Ermanno Lavorini con un pugno dopo che quest’ultimo aveva rifiutato le sue avances sessuali. Tali dichiarazioni che poi si rivelarono false, uccisero la reputazione di Meciani che da lì a poco ricevette una vera e propria persecuzione mediatica. Indagando a fondo nella sua vita privata dalla quale si scoprì che nonostante era sposato con figli, era segretamente omosessuale e intratteneva rapporti con giovani prostituti. L’uomo, il 24 maggio non reggendo più il pesi di tali accuse infamanti si suicida in carcere senza aspettare che l’accusa cadesse da sola.

Ermanno LavoriniDopodichè a finire nel vortice dei media e accusato senza un briciolo di prova è un altra persona Giuseppe Zacconi, personaggio di Viareggio sino a qual momento assai rispettato che per dichiararsi estraneo alla vicenza dovette addirittura arrivare al punto di rivelare pubblicamente di soffrire d’impotenza genetica per porre fine ad una sorta di linciaggio mediatico. Morì l’anno dopo nel 1970 d’infarto.

Con il passare del tempo le contraddizioni sempre più numerose nelle dichiarazioni dei tre giovani fanno sì che gli inquirenti puntino non più alla pista dell’omicidio avvenuto in ambiente omosessuale, ma credono ad un maldestro sequestro di persona compiuto dai tre allo scopo di raccogliere fondi per la loro attività politica, essendo militanti di estrema destra.

Di fronte a tali accuse i tre si difesero cambiando versione dei fatti confessando che Ermanno Lavorini fu ucciso accidentalmente durante una banale lite che avvenne sulla spiaggia e che la richiesta di riscatto sarebbe maturata solo per coprire con un depistaggio l’esecutore materiale dell’omicidio, Marco Baldisseri.

Dopo vari tentativi di depistaggio e ostacoli vari il processo a carico dei tre giovani ha inizio soltanto nel gennaio 1975 e il 6 marzo si conclude con due condanne: 15 anni di reclusione per Marco Baldisserri e 19 anni e quattro mesi per Rodolfo della Latta. Assolto invece per insufficienza di prove Pietrino Vangioni.

In secondo grado però la Corte di Assise di Pisa accolse la tesi del Pubblico Ministero, negando che il delitto avesse avuto un movente politico ed affermando che era “maturato in un ambiente di omosessuali”.

Sentenza capovolta di nuovo in Cassazione che il 13 maggio 1977 condanna Della Latta a 11 anni, 8 anni e 6 mesi a Baldisserri e Vangioni, assolto in primo grado, a 9 anni. Tutti per il reato di omicidio preterintenzionale e sequestro di persona al fine di raccogliere fondi per la loro associazione.

Questa triste storia di sequestro di persona concluso poi con un omicidio è rimasto impresso nella mente di moltissime persone. Nonostante la giustizia abbia negato il movente dell’omicidio di Ermanno Lavorini per scopi sessuali, l’omosessualità e presunti atti sessuali tra minorenni e adulti restano strettamente collegati a questa triste vicenda.

 

 

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