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Ernesto Picchioni, il “mostro di Nerola” che uccideva i passanti

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ernesto picchioniQuella di Ernesto Picchioni, noto come il “mostro di Nerola”, è una storia ricca di orrori e misteri. Ad oggi non è ancora chiaro il numero degli omicidi compiuti, forse otto o addirittura il doppio

Ernesto Picchioni è nato nel 1900 ad Ascrea per poi trasferirsi a Nerola, in provincia di Roma, in una casa fatiscente situata in Via Salaria. E’ proprio qui che si sono consumati efferati delitti, molti dei quali ancora con poche certezze.

L’uomo era abbastanza conosciuto dalla comunità a causa del suo carattere poco benevolo, che nel 1946 lo portò a scontare sei mesi di galera per aver aggredito il proprietario del casolare occupato abusivamente.

A riportare alla memoria la storia del “mostro di Nerola”è stato il settimanale Giallo. Nel 1944 il paese di Nerola fu scosso da una misteriosa sparizione, quella dell’avvocato Pietro Monni che scomparve mentre percorreva la via Salaria. Nel 1947 toccò ad Alessandro Daddi, dipendente del Ministero della Difesa, anch’egli scomparso mentre percorreva in bicicletta quella strada in cui poco distante viveva Ernesto Picchioni.

Fu proprio quest’ultimo ad attirare l’attenzione dei carabinieri. Daddi aveva una bicicletta elettrica che non tutti potevano possedere ma, pochi giorni la sua scomparsa, Picchioni venne visto proprio a bordo di una bicicletta uguale a quella dell’uomo scomparso.

A raccontare la verità agli inquirenti fu la moglie dell’assassino. Fu lei a confessare che il marito aveva più volte ucciso ma che le sue minacce di morte la vietavano di parlare. La donna raccontò la tecnica usata da Ernesto Picchioni per attirare nella sua trappola mortale i poveri sfortunati. L’assassino cospargeva dei chiodi sulla strada in attesa che qualche passante bucasse la ruota. Appena il malcapitato cercava aiuto, Picchioni entrava in azione fingendosi disponibile. In un attimo però, l’uomo li uccideva con una fucilata e una chiave inglese. Dopo averli uccisi li derubava di ogni bene.

Ernesto Picchioni venne arrestato per l’omicidio di Alessandro Daddi ma poco dopo vennero alla luce altri inquietanti omicidi commessi dall’uomo, proprio come quello dell’avvocato Monni. Soltanto grazie alle sue confessioni, gli esperti ritrovarono nel suo orto e in altri luoghi altri cadaveri e vittime di quella insensata furia omicida. Molti dei resti umani, tra cui quello di un bimbo di 13 anni, resteranno per sempre senza un’identità.

E’ così che Ernesto Picchioni venne denominato dalla cronaca “il mostro di Nerola”. Durante i processi non gli venne riconosciuta nessuna attenuante per infermità mentale o altre patologie psichiche. Il serial killer venne condannato a due ergastoli, ma nel 1967 morì per infarto.

Fonte: Criminologiaediritto.altervista.org

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