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Faida di Soverato: arrestati i mandanti dell’omicidio di Ferdinando Rombolà

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All’alba di ieri mattina sono state eseguite quattro notifiche di custodia cautelare per i mandanti dell’omicidio di Ferdinando Rombolà uccido il 22 agosto 2010.

faida di soveratoI carabinieri del nucleo investigativo di Catanzaro hanno eseguito i provvedimenti ordinati dalla DDA del capoluogo calabro. Il 22 agosto 2010, Ferdinando Rombolà si trovava sulla spiaggia di Soverato con la sua famiglia e venne ucciso barbaramente. Dopo 5 anni di indagini è stato possibile risalire all’identità dei soggetti coinvolti nella vicenda e di affermare che il movente è quella Faida dei Boschi che lasciò lunghe scie di sangue nel territorio di Soverato. Le acque torbide in cui si trovavano da tempo le indagini sono state smosse dalle dichiarazioni del pentito Bruno Procopio che aveva confessato di essersi occupato dell’esecuzione insieme ad Antonio Giullà.

Ferdinando Rombolà era con la moglie e il figlio che all’epoca dei fatti aveva solo 1 anno e mezzo. Il pregiudicato aveva 40 anni e, secondo alcune testimonianze, i colpi di arma da fuoco erano stati sparati da un motociclista a bordo di un mezzo di grossa cilindrata con il volto coperto dal casco. La moto era stata ritrovata incendiata nei pressi dell’area adibita a parcheggio.

Il pentito Bruno Procopio ha iniziato a collaborare nel 2011. Ha descritto al giudice intrecci e legami malavitosi che hanno reso l’estate del 2010 piuttosto calda, e non per le temperature. Il primo omicidio di cui ha parlato è stato proprio quello di Ferdinando Rombolà che ebbe rilevanza nelle cronache nazionali per la brutalità con cui era avvenuto. Procopio era alla guida della potente moto sui cui c’era anche il sicario Gullà. Il collaboratore di giustizia ha raccontato inoltre che ha conosciuto l’uomo ai funerali del fratello (vittima della faida). Studiavano da qualche giorno i movimenti di Ferdinando Rombolà ma hanno deciso di colpirlo in spiaggia, davanti a centinaia di persone e alla sua famiglia.

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