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NewsFausta Bonino, l’infermiera killer: parla il figlio di una delle vittime accertate

Fausta Bonino, l’infermiera killer: parla il figlio di una delle vittime accertate

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Gli inquirenti che indagano sul caso di Fausta Bonino, l’infermiera killer di Piombino, sospettano che non abbia agito da sola. Su Giallo num. 15 è stata riportata la testimonianza del figlio di una delle vittime: «Ho visto quella donna con i miei occhi: poco dopo la mia mamma è morta».

fausta bonino-infermiera killerFausta Bonino, l’infermiera di 55 anni in servizio presso l’ospedale di Piombino, è accusata di aver ucciso 13 persone somministrando iniezioni letali di eparina. Il figlio di una delle vittime ha raccontato in esclusiva a Giallo num. 15 ha raccontato che ad agosto dello scorso anno, la madre aveva subito un intervento al cuore e uno all’anca, tutti i giorni si recava a farle visita e il decorso post-operatorio procedeva senza problemi. Intorno alle 19.20 del 9 agosto, Fausta Bonino si sarebbe avvicinata alla donna e, mentre iniettava qualcosa in vena, le avrebbe detto: «Vedrai che ora dormi». Dopo solo un’ora la donna è morta.

Fausta Bonino nega ogni accusa, ma gli inquirenti seguono il caso da mesi. La donna è stata arrestata mentre rientrava da un viaggio a Parigi con il marito ed è stata condotta nel carcere di Pisa. È accusata di omicidio volontario con l’aggravante della crudeltà, abuso di potere e violazione dei doveri inerenti a servizio pubblico. Il legale che segue la Bonino ha dichiarato che si tratta di un errore di persona, la stessa cosa è stata ripetuta davanti ai giudici ma nessuno crede alla sua innocenza. Tuttavia le indagini proseguono per capire se la lista delle morti sospette è ancora più lunga e se Fausta Bonino sia stata aiutata da qualcuno.

È stato proprio dopo l’iniezione che la donna ha iniziato a peggiorare e i medici hanno tranquillizzato il figlio dicendo che il giorno seguente sarebbe stata dimessa. Purtroppo poco dopo essere rientrato a casa ha ricevuto una telefonata dal reparto di Rianimazione. Una volta giunto in ospedale, ha capito subito che qualcosa era andato storto, inoltre i medici e gli infermieri non gli davano alcuna risposta. Tornò i giorni successivi per richiedere la cartella clinica che venne consegnata solo dopo molto tempo e fece un esposto all’Asl contro quell’infermiera, Fausta Bonino, che aveva fatto l’iniezione a sua madre. Francesco Valli, questo il nome del testimone, ha rilasciato quest’intervista a Giallo num. 15 perché tutti devono conoscere la sua storia. Eppure già da tempo i medici del reparto erano preoccupati per il numero di decessi che era aumentato dal 2014. Solo nel 2015 i vertici dell’ospedale hanno iniziato a verificare la situazione.

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