HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
FemminicidioFemminicidio: la storia di Stefania Garattoni, uccisa nel 2011 dall’ex fuggito in bici
femminicidio

Femminicidio: la storia di Stefania Garattoni, uccisa nel 2011 dall’ex fuggito in bici

di

Il 9 marzo del 2011, Stefania Garattoni venne uccisa in pieno centro a Cesena dall’ex fidanzato Luca Lorenzini. L’uomo si diede alla fuga a bordo di uno scooter e poi in sella ad una mountain bike.

femminicidioIl 15 febbraio, il giorno dopo la festa di tutti gli innamorati, Stefania Garattoni decide di lasciare il suo fidanzato, Luca Lorenzini. Il 28enne però non riesce ad accettare la fine della relazione e considera Stefania ancora la sua donna, diventando molto geloso. Nemmeno un mese dopo la aspetta davanti all’uscita della scuola e gli chiede se ha visto il messaggino che le ha inviato sul cellulare, ma la ragazza risponde di non averlo letto. A quel punto Lorenzini estrae un coltello e colpisce Stefania tredici volte, insistendo sul petto, poi fugge via. Un’amica della vittima dice alla polizia che conosce l’aggressore e inizia una caccia all’uomo.

Gli agenti della mobile di Cesena inseguono Luca che è salito a bordo di uno scooter, poi decide di prendere la bici per seminarli. Nel frattempo i medici cercano di rianimare Stefania Garattoni, ma la ragazza muore poco prima di arrivare in ospedale. Gli agenti contattano la famiglia di Lorenzini, il padre fornisce indicazioni utili per trovarlo, e lo trovano lì. Aveva preso in ostaggio un ragazzo e gli aveva raccontato quello che aveva fatto, mostrando il coltello e una pistola. Il padre aveva avvisato gli agenti che poteva avere una pistola finta, in effetti si trattava di una scacciacani.

Stefania Garattoni, giovane ventenne, teneva un diario finito tra le mani degli inquirenti. La ragazza scriveva che Luca la perseguitava e che non le dava pace. Lorenzini sceglie di essere processato con il rito abbreviato usufruendo di uno sconto di pena, ma il gup lo condanna a 30 anni di reclusione nel 2012. Anche in appello viene confermata la sentenza, ma il suo legale si rivolge alla Suprema Corte per contestare le aggravanti: crudeltà, premeditazione, motivi abbietti. La Cassazione accoglie il ricorso, si chiede la revisione dell’aggravante dei motivi abbietti, e per i familiari si Stefania Garattoni inizia un nuovo calvario. L’assassino della loro adorata figlia potrebbe usufruire di un ulteriore sconto di pena, ma ad ottobre del 2014 i giudici confermano la condanna a 30 anni di carcere. [Fonte: GQ-Italia]

Lascia un commento

Back to Top