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Ferito a morte per aver molestato la colf: 66enne aveva finto di essere stato investito

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omicidio_carabinieriAveva raccontato ai medici di essere stato investito da un’auto, le sue ferite però raccontavano un’altra verità. E’ stato così risolto il giallo di Trapani: si tratta di un vero e proprio omicidio

Domenico Barbera, pensionato di 66 anni, è stato mortalmente ferito a coltellate dal fratello della sua collaboratrice domestica, che era stata molestata dal 66enne. Per nascondere la verità a medici e figli, l’uomo aveva raccontato di essere stato travolto da un’auto mentre passeggiava in bicicletta. In realtà, Barbera era stato raggiunto da alcuni fendenti al torace e alla schiena, che gli hanno costato la vita. Quelle ferite, per i medici, dal primo momento raccontavano un’altra verità.

Ad accoltellarlo è stato Francesco Angelo, 23 anni, ritenuto colpevole della “spedizione punitiva”. Quest’ultimo avrebbe incontrato Domenico Barbera nel quartiere Milo-Fontanelle Sud di Trapani per chiarire la situazione, ma proprio durante il diverbio scoppiato tra i due, si sarebbe consumata la tragedia. In quel momento erano presenti sul luogo del delitto circa 30 persone, nessuna delle quali ha però denunciato l’accaduto.

“In tempi rapidissimi – ha dichiarato il colonnello Stefano Russo – abbiamo fermato il presunto omicida. Le indagini non sono concluse. Si indaga infatti sull’ipotesi di concorso. La difficoltà è stata quella nell’individuare i testimoni oculari che finora sono emersi in maniera contenuta, nonostante abbiano assistito all’accoltellamento circa una trentina di persone”.

“Si tratta – dice il Procuratore della Repubblica aggiunto Ambrogio Cartosio – di una storia maturata in un contesto di emarginazione nei confronti del quale altre istituzioni oltre alla magistratura farebbero bene a muoversi. Quando accadono fatti simili nessuno deve vergognarsi, l’appello è quello di rivolgersi alla Procura della Repubblica senza farsi giustizia da soli“.

Fonte: Repubblica.it

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