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Fortuna Loffredo, una delle bambine conferma le violenze: tensione al tribunale, la cronaca di oggi

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Giornata importante oggi per il caso dell’omicidio di Fortuna Loffredo. Davanti al tribunale ci sono stati dei momenti di tensione tra i parenti di Raimondo Caputo e una troupe televisiva. Intanto una delle tre bambine ha confermatole violenze subite.

fortuna_loffredo_gialloA quasi due anni dalla morte di Fortuna Loffredo la vicenda giudiziaria si è spostata in tribunale dove oggi si è tenuta la prima udienza dell’incidente probatorio. È stata ascoltata la più piccola delle tre figlie di Marianna Fabozzi che ha confermato gli abusi ma non le sono state rivolte domande su quanto accaduto a Fortuna e al suo fratellino Antonio. Domani invece testimonieranno la sorella più grande e l’amica del cuore di Fortuna Loffredo.

Nella giornata di ieri invece, come riporta Il Fatto Quotidiano il tribunale del riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione di Raimondo Caputo, arrestato il 29 aprile. Per la procura è stato l’uomo ad uccidere Fortuna Loffredo buttandola giù dal terrazzo di uno dei palazzi di Parco Verde, perché si era opposta all’ennesima violenza. Le accuse gli sono state rivolte dalle tre figlie della sua compagna. Ma a Caivano potrebbe esserci una vera e propria rete di pedofili e il legale del padre di Fortuna ha pronto un dossier.

Tornando ad oggi pomeriggio, la piccola di 4 anni, era in una stanza da sola con la psicologa. La specialista le ha fatto alcune domande su indicazione del gip. In un’altra stanza attigua invece c’erano i genitori di Fortuna Loffredo, gli indagati, i legali e i consulenti tra cui Roberta Bruzzone che assiste la famiglia della vittima. L’avvocato di Caputo, uscendo dal tribunale ha detto che contro di lui “ci sono solo prove indiziarie” e che è “balordito dalle risposte che la bimba ha dato al gip attraverso la psicologa”.

Eppure proprio la piccola che è stata ascoltata oggi, qualche mese fa, quando le è stato chiesto di disegnare il compagno della madre, ha segnato il suo volto con delle strisce che ha chiamato “serpenti”, sostenendo che “tutti gli uomini hanno serpenti”.

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