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Francesco Della Volpe, ucciso a martellate nel 1991: il cognato è stato assolto

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francesco-della-volpeErnesto Fiumicello ha rischiato di essere condannato a 12 anni in abbreviato per l’omicidio di Francesco Della Volpe. Una condanna che è stata annullata per prove a suo carico non sufficienti

E’ felice Ernesto Fiumiciello per essere stato assolto per il delitto del cognato, attraverso la formula dubitativa perchè “non ci sono indizi concordanti e univoci”: “Spero di riuscire a festeggiare con la mia famiglia perché per me questa indagine è stata un tormento che mi ha tolto il sonno”.

A decidere il destino del presunto assassino di Francesco Della Volpe è stato il giudice Beatrice Dani. Ed è così che a distanza di oltre 25 anni dal delitto anche l’inchiesta bis aperta dalla Procura di Livorno tre anni fa, si chiude senza una condanna e senza un colpevole.

Gli indizi raccolti dagli esperti, secondo il giudice, sarebbero insufficienti per poter condannare l’imputato, il quale sarebbe dovuto essere inchiodato da due prove, tra cui le tracce di Dna trovate su un cappellino e un paio di guanti intrisi di sangue che erano sul luogo del delitto.

Ma non solo. In una intercettazione Fiumicello, arrestato il 30 giugno del 2015, avrebbe parlato del delitto e di “essere stato fregato da un’altra testa”. Una frase che per la Procura sarebbe potuta essere una confessione.

A spiegare perchè il quadro indiziario si sarebbe sciolto è stato l’avvocato difensore Maurizio Milani: “Sembra facile dirlo oggi, ma non vedevamo altro esito al processo. Certo non possiamo escludere, dopo che il giudice avrà depositato le motivazioni, che il pubblico ministero faccia appello. Ma per il momento atteniamoci ai fatti: Fiumicello è stato assolto con il secondo comma perché nel dubbio si assolve. Noi abbiamo sempre professato la sua estraneità al delitto ma senza negare la presenza del suo Dna sugli indumenti. Questo perché effettivamente Fiumicello ha lavorato con la vittima, ciò non significa che quella sera fosse sul luogo del delitto. Il problema è che la ricostruzione della Procura non è mai stata attendibile, chiunque può aver indossato quegli indumenti. Ecco perché nel momento in cui c’è incertezza sulla presenza di Fiumicello in quel bosco il giudice non poteva far altro che assolverlo“.

Da: Iltirreno.gelocal.it

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