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Franco Johnny Pavan, ucciso da un gioielliere che era stato accusato di abusi sessuali

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Franco Johnny PavanFranco Johnny Pavan, finanziere di 47 anni, è stato ucciso da Angelo Brocchetta, gioielliere di 65 anni, che si è successivamente suicidato. L’omicidio-suicidio è avvenuto a Piancada di Palazzolo dello Stella ad Udine

Franco Johnny Pavan è stato ammazzato da Angelo Brocchetta con un colpo di calibro 9 regolarmente detenuta da quest’ultimo.

Il finanziere, attualmente impiegato alla dogana di Porto Nogaro, aveva denunciato circa 7 anni fa il gioielliere per abusi sessuali nei confronti di un figlio. Angelo Brocchetta era stato condannato ad 8 anni di reclusione confermati in appello nel 2014.

Brocchetta per uccidere l’uomo ha noleggiato un’automobile e verso le 8,00 del mattino si è presentato presso la sua abitazione. Ad aprire la porta di casa è stata, Germana Stel, compagna di Franco Johnny Pavan. I due erano in casa con il loro figlio di 7 anni.

Il 65enne avrebbe spalancato la porta d’ingresso minacciando la donna per poi sparare al finanziere sotto gli occhi increduli e spaventati della compagna e del bimbo. Pochi secondi dopo l’assassino si è diretto sul retro della casa, ha rivolto l’arma verso di sè e si è ucciso. Sul posto sono immediatamente accorsi i sanitari ed il 118 ma purtroppo per entrambi non c’è stato nulla da fare.

I carabinieri nel corso delle indagini hanno trovato l’automobile noleggiata da Brocchetta in cui l’uomo aveva custodito un’accetta e degli stracci imbevuti di liquido infiammabile.

Ad ascoltare il tutto sono stati diversi testimoni, vicini di casa o residenti della zona. Andrea G. ha raccontato agli esperti tutto quello che è successo quella mattina: “Aiutatemi! Aiuto! Stanno ammazzando Jonny! Per favore qualcuno faccia qualcosa!” avrebbe gridato Germana Stel.

Il testimone ha poi concluso la sua dichiarazione: “Ho visto uscire di casa la donna urlando come una furia e poi raggiungere il cortile. Si sono sentiti gli spari: all’inizio ho pensato a un attentato come in Francia perché il caos era totale ed eravamo tutti spaventati”. 

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