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Delitti ItalianiFreddato sul lungomare a colpi di pistola, la moglie: “Era stato minacciato”

Freddato sul lungomare a colpi di pistola, la moglie: “Era stato minacciato”

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petrit nikolliNei giorni scorsi sul lungomare Toscanelli di Rimini si è consumata la tragedia. Un albanese di 40 anni, Petrit Nikolli, è stato freddato a colpi di pistola davanti al ristorante “Cavalieri Spiaggia”

A pochi giorni dall’omicidio del marito, Ermelinda Fusha-Nikolli, incinta di 6 mesi, ha deciso di parlare e di far luce sul presunto movente del delitto che ha portato i tre assassini a premere il grilletto: “Odio: è quello che provo per quei tre. Hanno ucciso un uomo senza motivo. Io non li vorrei ammazzare. Ma non devono uscire più dalla prigione: devono marcire li dentro. Tutti e tre. Perché anche se ha sparato uno, il viaggio da Milano è stato lungo, non hanno agito per un impulso d’ira, hanno fatto chilometri di strada e pianificato l’omicidio di mio marito Piero”.

L’uomo è stato ammazzato forse perchè aveva salvato la nipote da un matrimonio che l’aveva distrutta e resa schiava: “Piero mi aveva detto della scelta della ragazza, che aveva deciso di andarsene da quella famiglia. Ne era fiero. Voleva far capire a nostra figlia più grande, di 15 anni, che sottomessa una donna non deve stare mai. Quando ha telefonato sua nipote, chiedendo di andarla a prendere e riportarla a Rimini, era contento della sua scelta. La trattavano male”.

Da subito la famiglia del marito della nipote di Piero aveva iniziato a minacciarla: “Fin dall’inizio le hanno detto, così ci ha sempre riferito la ragazza, ‘ti uccidiamo i tuoi, tuo fratello, tuo babbo, la tua famiglia’. Anche mio marito è stato minacciato di morte mercoledì, dopo che l’ha portava via, col nipote”. Nessuno però credeva che sarebbero arrivati a tanto.

Ermelinda ricorda poi il giorno dell’omicidio di Petrit Nikolli: “Continuavo a chiamare Piero al telefono. Non rispondeva. Alla fine ho chiamato mio padre e mio fratello: ‘Piero è morto’, mi hanno detto. Mi sono precipitata lì. Gli occhi erano chiusi, poi mi è sembrato li avesse un po’ aperti. Ho sentito il polso. Era ghiacciato. Un’infermiera mi ha detto ‘è morto’”.

Ermelinda adesso deve avere tanto coraggio, sopratutto per i suoi figli che non sanno ancora nulla: “Gli ho detto che a casa ci sono lavori. Parlerò di una malattia. Lo sapranno da grandi”.

Fonte: Ilrestodelcarlino.it

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